Internet Filtering Software: cosa sono e perché si usano

L'internet Filtering Software monitora e blocca la navigazione su determinati siti Internet

Come funzionano gli Internet Filtering Software e perché sono sempre più utili soprattutto in famiglia? In questo articolo analizziamo le caratteristiche principali che deve avere una soluzione di controllo dei contenuti web indipendente.

1. Cosa è un Internet Filtering Software

Si chiamano in tanti modi: Internet Filtering Software, Content Control Software, Web Filter, Web Filtering Software. Insomma, traducendo in italiano, parliamo sempre di software per il controllo dei contenuti (web). Il nome chiarisce bene il significato: un Internet Filtering Software è un software che monitora e blocca la navigazione su determinati siti Internet.

Sono programmi ideati ormai quasi trent’anni fa negli Stati Uniti, quando il CIPA (Children’s Internet Protection Act) ha richiesto alle biblioteche pubbliche americane di installare su tutti i terminali un’applicazione per bloccare l’accesso a siti Internet e ai contenuti pericolosi presenti sul web. In trent’anni queste soluzioni non sono mai passate di moda, anzi. Partiti dalle scuole e dalle università, gli Internet Filtering Software si sono diffusi anche nelle Pubbliche Amministrazioni, nelle aziende private e in famiglia. Un software per il blocco della navigazione, infatti, può servire a diversi scopi.

Nelle università americane, per esempio, sono stati utilizzati non solo per bloccare l’accesso a siti pornografici, per esempio, ma anche per tutelare la banda disponibile. Napster, il primo servizio di condivisione di file musicali, si diffuse così tanto nei primi anni 2000 che, per un paio di anni, il traffico verso i server Napster era pari a più della metà del totale del traffico web generato dalle università. In quel periodo, la velocità di connessione disponibile a casa non era abbastanza veloce da permettere il download in tempi brevi anche solo di un intero album musicale in formato MP3. Impostare il download significava bloccare per ore la rete di casa e, spesso, spendere molti soldi visto che il servizio era a consumo. Così, gli studenti scaricavano i contenuti audio dai terminali pubblici delle università, intasando la banda passante.

Negli ultimi 10 anni, in concomitanza con il boom dei social network, anche le aziende hanno iniziato a interessarsi agli Internet Filtering Software. In questo contesto, non ci si limitava il blocco ai siti pornografici. I software di controllo dei contenuti in azienda si utilizzano per evitare che il dipendente non usi la rete per scopi non inerenti all’attività lavorativa. Dunque, l’azienda può scegliere di bloccare l’accesso a determinati siti, ma anche ai servizi che usano il web. Pensiamo allo streaming audio e video, a YouTube, ai social network, ai giochi online, ai siti di ricerca del personale ecc.

In azienda, come in casa, i software di controllo dei contenuti si sono subito dimostrati utili anche per tutelare la sicurezza. Chi attacca una rete, un PC o uno smartphone sfrutta una pagina web come cavallo di Troia per propagare malware o bloccare i computer dei malcapitati che hanno cliccato sui link. Oggi, dunque, i software per il web filtering fanno la loro parte nel bloccare l’accesso a link malevoli, magari ricevuti via mail o attraverso strumenti di messaggistica che utilizzano il web.


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2. Come funzionano i filtri per l’accesso al web

Il funzionamento di base di un Internet Filtering Software è relativamente semplice. Una volta installato sul dispositivo da monitorare, il software controlla ogni accesso al web da quel dispositivo. Non appena l’utilizzatore tenta di andare su un dominio ritenuto non autorizzato, gli viene bloccato l’accesso. Ciò è possibile attraverso un controllo in tempo reale di una black list, in pratica, una lista di indirizzi IP “proibiti”. La lista viene costruita a seguito di un controllo dei contenuti presenti in un sito. Per questo viene creato un archivio di parole (keywords) presumibilmente presenti in certi siti, dopodiché durante le scansioni periodiche del web, il software va alla ricerca dei siti da censurare, li categorizza (siti pornografici, siti fraudolenti ecc.) e ne inserisce l’IP nella black list. Le liste predefinite sono già pronte per l’uso domestico, ma è sempre possibile aggiornarle inserendo nuovi siti da bloccare.

Il filtraggio può avvenire in base all’IP, bloccando l’accesso all’intero sito, o può essere granulare, ovvero il blocco avviene a livello della singola pagina. I migliori software per il blocco dei contenuti lavorano a livello di DNS (Domain Name System), ciò significa bloccare un determinato sito e non quelli che si potrebbero riferire allo stesso IP. In questo modo, il filtro è più accurato, visto che eviterebbe il blocco di siti potenzialmente non malevoli. Un filtro per la navigazione è in grado di bloccare qualsiasi accesso al web, indipendentemente che si acceda o meno da un browser. Quindi, il blocco è garantito anche per le url ricevute via mail o via chat. Il livello di sofisticazione di questi software, inoltre, oggi è talmente elevato da essere in grado non solo di controllare le parole ma anche immagini e contenuti multimediali in generale.


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3. Vantaggi e svantaggi dei diversi filtri per il web

Gli Internet Filtering Software sono, per definizione, dei programmi da installare sul dispositivo da controllare. Ma i filtri per il blocco della navigazione sono disponibili in diverse modalità. In particolare, possono essere distribuiti come servizio, senza richiedere l’installazione di un programma su PC, smartphone e tablet. Sono disponibili anche come componente di soluzioni più ampie per la protezione aziendale, sono inseriti come funzione aggiuntiva in un programma di navigazione o, infine, possono essere presenti nella dotazione software del router fornito dall’Internet Service Provider, o come servizio aggiuntivo.

C’è anche la possibilità di optare per una appliance, un apparato ideato appositamente per il controllo dei contenuti. In verità, non è detto che l’introduzione di una appliance hardware esclusivamente per il blocco della navigazione sia la soluzione ottimale. Questo perché l’appliance ha un costo non trascurabile e il suo funzionamento potrebbe influire sulla velocità di navigazione.
Anche le funzionalità già incluse nel programma di navigazione, come Google SafeSearch presente su Chrome, o in servizi come YouTube presentano dei limiti. Nel primo caso la navigazione è tutelata solo se si usa quel programma, nel secondo solo quando si usa quel servizio da utenti registrati. Quindi, queste funzioni non bloccano l’accesso ai siti, per esempio da un messaggio proveniente da Facebook Messenger, da Whatsapp o da una email.

4. Quale Internet Filtering Software scegliere

Vediamo ora che caratteristiche deve avere un Internet Filtering Software a uso domestico, che può andare bene anche per realtà non troppo complesse come le Scuole. Per contesti limitati a pochi utenti, l’Internet Filtering Software è l’ideale perché, a fronte di un costo contenuto, integra tutte le funzionalità necessarie.
Prima di tutto, è importante avere garanzie dal produttore sulla frequenza di aggiornamento e le possibilità di personalizzazione della black list e delle regole di filtraggio, oltre a fornire una categorizzazione dei siti più ampia possibile. La soluzione di webfilter di FlashStart, per esempio, supporta ben 85 categorie di contenuti diversi, continuamente aggiornate in automatico.

Oggi, inoltre, molti produttori si avvalgono di nuovi algoritmi basati sull’Intelligenza Artificiale. Introducendo il concetto di DNS Intelligence, l’algoritmo di Intelligenza Artificiale permette di velocizzare la raccolta dei dati sui DNS, domini e contenuti, “imparando” dalle analisi dei siti e prevedendo quali altri possano essere a rischio blocco. In questo modo si migliora la qualità del filtro e si evita il blocco a siti erroneamente considerati pericolosi (falsi negativi).

Sempre considerando l’uso domestico, è meglio affidarsi a un software e non contare troppo sulle funzioni già fornite con il programma di navigazione o dallo strumento fornito con il router dall’Internet Service Provider. L’abbiamo già detto: la funzione predefinita in un programma di navigazione si potrà facilmente aggirare usandone un altro. Rispetto ai servizi web come YouTube, invece, scegliere un tool indipendente come FlashStart fornisce contemporaneamente un filtro esteso a più servizi come Google Search, YouTube e Bing

I software moderni di filtraggio dei contenuti web sono delle vere e proprie “sentinelle della navigazione” e forniscono report dettagliati. I genitori, così, saranno sempre aggiornati sulle attività online dei propri figli e possono, addirittura, preimpostare dei blocchi automatici all’uso completo del device. In questo modo, dopo un certo periodo, lo smartphone, il tablet o il PC saranno completamente bloccati. Oppure si potrà impostare l’accesso solo a determinate applicazioni, come i giochi, anche se non usano la Rete, e i social network.

È importante, infine, considerare la facilità di installazione e di personalizzazione del software, qualità non sempre presenti in un filtro presente nei programmi di protezione.


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