Filter solutions software: come evitare di essere la vittima del prossimo attacco informatico

L’errore umano è la chiave per il successo degli attacchi informatici

Senza sosta riceviamo notizie riguardo gli attacchi informatici. A differenza di quanto si possa normalmente credere, questi attacchi non avvengono da soli ma sono in realtà scatenati da azioni involontarie di utenti inconsapevoli. Agire tramite il training non è abbastanza per fermare questo trend: strumenti come un filter solutions software possono garantire una migliore protezione.

1. L’importanza dell’errore umano negli attacchi informatici

Come ha riportato il ThreatPost a febbraio 2022,il successo di quasi tutti gli attacchi informatici si deve all’errore umano. Questa affermazione nasce dai risultati di una ricerca fatta dall’Università di Stanford nel 2020. Il report con le conclusioni tratte da questo studio evidenzia infatti che in 9 casi su 10 gli attacchi informatici e i furti di dati sono causati dagli utenti.

Questo problema, naturalmente, non è nuovo ma di recente è stato documentato più ampiamente. Nel 2021 l’IBM ha condotto il più ampio studio ad oggi sulle cause e gli eventi scatenanti delle violazioni informatiche, l’IBM Cyber Security Intelligence Index Report. Lo studio ha interessato più di 130 Paesi nel mondo e migliaia di aziende e entità che erano state vittime di attacchi fino a quel momento.

In linea con quanto aveva precedentemente concluso l’Università di Stanford, lo studio della IBM riporta che “L’errore umano è stato una delle maggiori cause che hanno contribuito all’attacco nel 95% di tutti i casi”. Considerati questi risultati, è ovviamente strategico agire sulla “parte umana”, quindi fare training agli impiegati e agli utenti Internet in generale sui pericoli nascosti della rete.

Ma aumentare la consapevolezza delle persone potrebbe non essere abbastanza. Infatti, come abbiamo recentemente discusso in questo post, gli attacchi informatici, specialmente quelli indirizzati a specifici obiettivi, stanno diventando sempre più sofisticati e gli attaccanti fanno un ottimo lavoro nella fase del pre-attacco, quando studiano le loro vittime.

Pertanto, cercare l’aiuto della tecnologia è importante. Le aziende ora hanno l’opportunità di installare un filter solutions software per aiutarli nel limitare le possibilità di essere la vittima del prossimo attacco informatico.


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2. Una vita sempre più connessa

La sensazione di “non essere mai completamente off” è diventata parte delle nostre vite. La pandemia ha sicuramente avuto un ruolo in questo. Prima dello scoppio della pandemia da Covid-19 eravamo già connessi per la maggior parte del giorno e della notte. Ma questo “noi” di solito iniziava dalle scuole medie o superiori e continuava fino alla fine dell’età lavorativa. Le persone negli altri gruppi di età erano ovviamente connesse, ma in modo minore.

La pandemia ha cambiato tutto ciò:
» Da un lato, le sessioni e gli incontri online sono diventati la norma per chiunque, dai bimbi della scuola materna agli anziani che desideravano vedere i loro parenti;
» Dall’altro, coloro che erano già considerati “utilizzatori assidui di Internet” hanno aumentato ancor più il tempo che passano online.

Infatti, a settembre 2020 Forbes ha riportato che secondo uno studio fatto su 10,000 persone in cinque Paesi diversi, il consumo di contenuti online durante i primi mesi della pandemia è aumentato a dismisura, al punto che il risultato medio è stato un raddoppiamento del tempo passato online.

In line con questo e con i due cambiamenti evidenziati sopra, ci sono state due conseguenze principali:
» Da un lato, un numero enorme di utenti senza esperienza sono apparsi improvvisamente online: ciò ha portato gli hacker ad avere degli ottimi nuovi target, target che spesso erano disinformati o inconsapevoli riguardo i pericoli di Internet;
» Dall’altro, la maggior connessione degli utenti con più esperienza ha significato un aumento della possibilità per gli attaccanti di sferzare un attacco e trovarli stanchi o esausti ma ancora connessi e quindi più inclini a commettere degli errori.

Infine, gli impiegati e le famiglie hanno dovuto trovare di tutta fretta più dispositivi con i quali connettersi a Internet, in quanto intere famiglie si sono trovate a lavorare, studiare e seguire i propri hobby direttamente da casa. Ciò ha portato ad avere una gran varietà di nuovi dispositivi improvvisamente connessi alla rete, spesso non così ben protetti come quelli che le famiglie erano già abituate ad usare.


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3. L’aumento del bisogno di protezione

La nostra analisi fin qui ha puntato costantemente in un’unica direzione: l’aumento del bisogno di protezione Internet.

3.1 Prima del Covid-19

Prima del Covid-19, questa era una necessità riconosciuta specialmente da aziende e organizzazioni.

Erano loro, infatti, i principali target degli attacchi cyber, come gli attacchi ransomware che miravano a rubare i dati e le informazioni aziendali per ottenerne un profitto o vendendoli agli acquirenti interessati o estorcendo denaro dalle proprie vittime al fine di normalizzare la situazione.

Per maggiori informazioni riguardo gli attacchi ransomware guarda il nostro articolo dedicato.

Gli attacchi ad individui fuori dal mondo degli affari, come le famiglie, erano pochi e meno frequenti. Di solito prendevano la forma di attacchi phishing, quindi attacchi su larga scala perpetrati senza uno specifico obiettivo in mente e che avevano come obiettivo quello di raggiungere un più alto numero di utenti possibile, sperando che qualche “pesce” finisse nella rete.

3.2 Dopo l’epidemia di Covid-19

Da quando la pandemia è iniziata, tuttavia, il numero di attacchi phishing è aumentato a dismisura. Il Phishing and Fraud Report di F5 pubblicato a novembre 2020 ha evidenziato che al picco della pandemia gli attacchi phishing sono cresciuti di uno sconcertante 220% rispetto alla media dell’anno.

E gli attacchi sono aumentati non solo nei confronti di aziende e organizzazioni ma anche, e soprattutto, verso le famiglie, gli studenti e gli utenti indipendenti. Il motivo è da ricercarsi nell’aumento del lavoro da remoto che ha fatto sì che le case diventassero il nuovo punto da cui gli impiegati hanno iniziato a connettersi alla rete aziendale.

L’uso delle connessioni VPN, infatti, è aumentato enormemente durante la pandemia. Questo fenomeno non è passato inosservato agli hacker e ai cyber criminali, che vi hanno riconosciuto l’opportunità di entrare nella rete aziendale senza prendere di mira le aziende in modo diretto.

Infatti, siccome gli impiegati lavoravano da casa usando una connessione Internet condivisa con tutti i membri della famiglia, gli attaccanti hanno capito che potevano:
» Puntare sugli utenti con meno esperienza Internet della famiglia, come i bambini, gli studenti o gli anziani, con tentativi di phishing accattivanti;
» Una volta che un “pesce” cadeva nella rete, accedere alla rete generale della casa e raggiungere i computer dei genitori;
» Attraverso la connessione VPN usata dai genitori per connettersi all’azienda, ottenere l’accesso alla rete aziendale e infiltrarsi.

Questo è il motivo per cui, come sottolineato da Deloitte in un pezzo ben articolato sulla materia, “l’aumento nel lavoro da remoto richiede un maggior focus sulla sicurezza informatica a causa della maggiore esposizione ai rischi informatici


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4. Oltre i furti di dati: le implicazioni legali

L’articolo della Deloitte citato appena sopra sottolinea un punto importante:
» La pandemia da Coronavirus ha accelerato i processi di trasformazione digitale all’interno delle aziende;
» In conseguenza di ciò, i rischi informatici sono diventati una preoccupazione ancora più grande sulle agende aziendali;
» I problemi da considerare non riguardano solo l’importanza dei dati che possono essere rubati ma ci sono anche implicazioni operative, legali e di compliance che devono essere affrontate.

L’utilizzo di reti private e domestiche per lavorare è qualcosa di nuovo per molte aziende e poche hanno un quadro legale o delle procedure che stabiliscono regole e comportamenti da mantenere in questi casi. Un dubbio di base riguarda poi la loro capacità a livello legale di stabilire delle regole sull’uso delle reti private.

Pertanto, sensibilizzare gli impiegati sui rischi che si corrono quando si usa la rete personale per lavoro è essenziale, come anche renderli consapevoli del bisogno di proteggere la loro rete domestica usando un filter solutions software. Ciò ha un doppio beneficio:
» Rende il lavoro da remoto sicuro per le aziende;
» Rende la rete domestica più sicura per tutti i membri della famiglia.


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5. FlashStart – la tua rete internet: sicura, ovunque

FlashStart è un filter solutions software che ti aiuta a risolvere il problema dell’errore umano e ad assicurare che la tua azienda e la tua casa siano sicure dagli attacchi informatici.

Il filter solutions software di FlashStart può essere impostato sia a livello di router che all’end-point. Con la prima opzione godrai della sicurezza di avere tutti i dispositivi connessi alla rete Internet aziendale o domestica siano costantemente controllati da minacce Internet. Il filtro, infatti, agisce come punto di controllo per tutte le richieste DNS in entrata e in uscita dai dispositivi connessi.

La seconda opzione, invece, significa che anche i dispositivi che non sono connessi alla rete aziendale o domestica possono navigare online in sicurezza. Infatti, con l’app ClientShield FlashStart garantisce la protezione dei dispositivi ovunque essi siano. Quindi se i tuoi dipendenti sono in visita da un cliente fuori città o se decidono di andare a lavorare in un caffé o di prendere in affitto una postazione in un luogo di lavoro condiviso, possono farlo senza preoccuparsi delle implicazioni per la sicurezza IT.


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