Bloccare i siti: come rendere Internet un luogo più sicuro e produttivo

Bloccare i siti porti ad un’esperienza internet migliore e più sicura

La lista dei motivi per cui si possono voler bloccare i siti è lunga. Magari sei un genitore e temi che i tuoi figli navighino verso siti web inappropriati, o un direttore d’azienda che desidera tenere gli impiegati lontani da pericolosi tentativi di phishing, o ancora può darsi che lavori in proprio e che tu senta il bisogno di evitare attività improduttive. Qualunque sia il motivo, in questo articolo mostriamo come bloccare i siti porti ad un’esperienza internet migliore e più sicura e come lo strumento FlashStart ti aiuti a raggiungere questo obiettivo.

1. Bloccare i siti per non essere improduttivi

Sempre più spesso, genitori, scuole e aziende si impegnano a bloccare i siti. Perché? Innanzitutto, mirano a ridurre il potenziale spreco di tempo che deriva dal navigare su alcuni domini. Questo accade in particolare con i social network, le piattaforme di streaming e i siti di notizie. Prova a pensarci: hai mai iniziato a scorrere verso il basso sul tuo profilo Facebook? La struttura senza fine della pagina è progettata per indurti a scorrere in giù senza sosta.

Oppure pensa alle piattaforme streaming come YouTube o Netflix: quanto spesso sei riuscito ad accedere, guardare solo un video o un episodio della tua momentanea serie tv preferita e poi uscire? Se ci riesci spesso allora hai sicuramente un alto livello di self-control. Tuttavia, questo tipo di attitudine non è molto comune e si sono addirittura sviluppati verbi come “binge watching” (guardare senza sosta facendo un’indigestione di tv) per descrivere quest’incapacità di smettere di guardare video e serie tv.

Oltre ai motivi legati alla produttività, bloccare i siti può diventare un obiettivo perché l’Internet ci espone a un’enorme quantità di contenuti che troviamo fastidiosi o traumatizzanti e che, di conseguenza, potremmo voler evitare in modo permanente, usando appunto un blocco permanente.


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2. Come puoi bloccare i siti improduttivi?

I siti possono essere bloccati manualmente oppure in modo automatico utilizzando un software dedicato.
Bloccare i siti manualmente è una soluzione rapida, che non richiede l’installazione di alcun tipo di componente aggiuntiva. Sia Microsoft che Mac permettono il blocco manuale e forniscono delle facili guide per ottenere il risultato desiderato. Tuttavia, ci sono degli svantaggi. Per prima cosa, ogni volta che vuoi bloccare un sito devi accedere al pannello e aggiungerlo manualmente alla lista. Inoltre, il sistema è molto rigido e non permette, ad esempio, di bloccare un’intera categoria di siti simili o di bloccare automaticamente nuove versioni di siti che hai già aggiunto alla lista.
Questo è il motivo per cui ci sono altre opzioni, più adeguate, e in particolare:
»I controlli parentali
» Le estensioni per i browser di ricerca
» I cosiddetti “productivity software” (software di blocco)
» I filtri web.

2.1 Controlli parentali

I controlli parentali sono forniti come opzioni native sia da Windows che da Mac. L’obiettivo è permettere ai genitori di controllare l’attività online dei propri figli. Più in dettaglio, i genitori possono decidere di abilitare un blocco su alcuni siti. Inoltre, possono imporre dei limiti al tempo che i figli passano incollati allo schermo.

I controlli parentali condividono alcune delle funzioni di base dei software di blocco. Alcune piattaforme, come YouTube e Netflix, offrono la loro versione di controlli parentali. Per scoprirne di più, leggi il nostro articolo dedicato.

2.2 Estensioni per i browser di ricerca

Le estensioni per i browser di ricerca funzionano bene per chi lavora in proprio e necessita di auto garantirsi che la sua produttività non soffra a causa delle distrazioni che si nascondono in ogni angolo di Internet. Perché sono adatte soprattutto a chi lavora in proprio? Perché queste estensioni vengono installate direttamente sul browser utilizzato e un modo semplice di bypassarle è usarne un altro.

Alcuni esempi di estensioni per i browser includono:

» StayFocused: è un’estensione Google Chrome per la produttività che aiuta a rimanere concentrati sul lavoro ponendo dei limiti a quanto tempo si può trascorrere su siti che distraggono. Una volta finito il tempo a disposizione i siti che sono stati bloccati dall’utente non saranno più accessibili per il resto della giornata.
» BlockSite: ti permette di abilitare la modalità “lavoro” quando vuoi lavorare, bloccando l’accesso a una lista di siti per periodi di 25 minuti l’uno.
» Pause: crea una vera e propria “pausa” quando provi ad accedere a siti che distraggono. In particolare, mostra uno schermo verde, considerato calmante, per 5 secondi (modificabili) e poi ti permette di decidere cosa fare: continuare verso il sito, rimanere sullo schermo verde o chiudere la finestra.

2.3 Productivity software

I productivity software, anche conosciuti come software per la gestione del tempo, forniscono un’altra utile soluzione per bloccare i siti. Puoi trovarli online e sono altamente personalizzabili: ti permettono di schedulare gli orari in cui ti è permesso raggiungere alcuni siti e i software più avanzati tengono traccia dell’utilizzo di Internet e evidenziano su quali siti sprechi il tuo tempo.

Ecco alcuni esempi di productivity software:

» RescueTime: è stato creato con l’obiettivo di aiutare i team e gli individui a capire dove sprecano il proprio tempo. Si occupa principalmente di tracciamento del tempo e tra le sue caratteristiche ci sono degli avvertimenti automatici quando sprechi tempo e sei inefficiente perché, ad esempio, ti concentri su troppe attività alla volta. Quando hai davvero bisogno di concentrarti puoi attivare una “Focus Session” e bloccare tutti i contenuti che distraggono.
» SelfControl: disponibile per Mac, è un’applicazione gratuita e open source che permette di bloccare l’accesso a siti che causano distrazioni, posta elettronica e tutto ciò che è disponibile online, un vero e proprio software di blocco.
» ColdTurkey: è più aggressivo degli strumenti precedenti e, quando un blocco diventa attivo, è praticamente impossibile sbloccarlo prima del limite impostato. Permette addirittura di bloccare tutto l’Internet!


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3. Filtri web: la soluzione completa

Le opzioni elencate finora sono certamente utili per bloccare i siti. Tuttavia le distrazioni non sono l’unico tipo di contenuto dal quale bisogna tutelarsi online. Ci sono infatti due altri tipi di contenuti che risultano particolarmente preoccupanti e che richiedono un’attenzione speciale:

» Contenuti inappropriati: includono tutti i tipi di contenuti che, a causa della loro natura, sono percepiti come traumatizzanti, allarmanti o offensivi. Una gran parte di questi contenuti è occupata dalla pornografia, ma ci sono anche altre categorie, come la violenza, le armi, le droghe e le piattaforme di gioco online. Per ulteriori informazioni su questo argomento leggi il nostro articolo dedicato .
» Contenuti pericolosi: includono tutti i contenuti meglio conosciuti come “minacce informatiche”. Quelli più comuni sono: malware, trojan, botnet, attacchi DoS e gli onnipresenti tentativi di phishing, spesso usati come esca attraente per indurre gli utenti a cliccare su link malevoli. Per maggiori informazioni riguardo la prevenzione degli attacchi di phishing clicca qui .

Un software di blocco come quelli elencati sopra può bloccare alcuni di questi siti, ma sono solo i filtri web che possono garantire una soluzione più completa, in grado di bloccare non solo i contenuti che creano distrazione ma anche quelli inappropriati e, ancora più importanti, quelli pericolosi evitandoti di diventare la vittima del prossimo attacco informatico.

4. FlashStart: bloccare i siti e garantire la sicurezza dalle minacce informatiche

L’azienda europea di cyber security FlashStart fornisce un filtro web che è una soluzione completa. Veloce da installare e facile da gestire, il filtro DNS di FlashStart agisce a livello di DNS controllando le richieste degli utenti di raggiungere un sito. Il controllo avviene tramite un database di elenchi che includono tutti i domini che necessitano di essere bloccati.
Tutti i tipi di contenuti elencati sopra (pericolosi-inappropriati-che distraggono) sono contemplati dal database di FlashStart che si trova nel cloud FlashStart e sta all’utente decidere quanto forti saranno i blocchi.


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4.1 FlashStart: sempre aggiornato, disponibile ovunque

Visto quanto velocemente evolvono le minacce informatiche, una delle cose più importanti da considerare quando si sceglie un filtro web è la sua velocità di aggiornamento. FlashStart è costantemente aggiornato grazie all’uso di un mix di algoritmi di Intelligenza Artificiale e tecnologie di Machine Learning che permettono una scannerizzazione continua di

Internet alla ricerca di nuove potenziali minacce. Quando una minaccia viene identificata essa è aggiunta alla blacklist corretta nel cloud. In questo modo diventa immediatamente disponibile per l’utente finale che si godrà la protezione aggiornata senza bisogno di alcun tipo di azione da parte sua.

Inoltre, il filtro web DNS di FlashStart può essere attivato sia a livello di router che come applicazione end-point. Attivare questo software di blocco a livello di router significa che tutti i dispositivi connessi alla rete saranno coperti dallo strato di sicurezza di FlashStart. Se, invece, alcuni impiegati si connettono dall’esterno della rete aziendale puoi comunque garantire la loro sicurezza grazie all’app ClientShield che può essere installata individualmente su tutti i dispositivi.

4.2 FlashStart: bloccare i siti seguendo i tuoi desideri e bisogni

Al pari dei software di blocco elencati sopra, FlashStart è estremamente personalizzabile. In particolare il tab di protezione nella dashboard FlashStart ti permette di:

» Schedulare i blocchi e, ad esempio, permettere l’accesso ai social media solo fuori dall’orario di lavoro;
» Assegnare profili di filtro diversi ai diversi utenti e gruppi di utenti e, in questo modo, gestire più facilmente i cambiamenti a livello di risorse umane;
» Integrare lo strumento con l’Active Directory Microsoft e replicare la struttura aziendale impostata nell’AD;
» Integrare lo strumento con Google WorkSpace e gestire i permessi a seconda del tipo di utente.


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