Una delle tecniche più efficaci e meno invasive per garantire la sicurezza di una rete è proteggerla filtrando il suo DNS, un nodo cruciale per le comunicazioni interne ed esterne efficienti. In questo articolo confrontiamo i due giganti principali del mercato americano e esaminiamo alternative che possono rivelarsi vantaggiose nel mercato della Cybersecurity.
Cosa intendiamo per “filtro DNS”?
DNS Security – quindi la sicurezza del DNS – è un argomento particolarmente caldo, poiché i criminali informatici hanno sperimentato ampiamente per bypassare i sistemi di protezione tradizionali. Nel tempo, il filtraggio DNS si è rivelato un’arma efficace per la Cyber Security, grazie alla sua facilità di implementazione e al minimo impatto sulla navigazione degli utenti.
Il DNS (Domain Name System) viene utilizzato per identificare computer e servizi raggiungibili tramite il web. Quando digiti il nome di un dominio nella barra di navigazione del browser e fai clic su “invia”, il browser chiede al Provider Internet di interrogare il sistema di risoluzione DNS per trasformare il nome in un indirizzo IP, cioè una sequenza numerica, che può essere riconosciuta dai computer.
La maggior parte degli utenti web utilizza un DNS pubblico, che consente loro di raggiungere tutte le pagine web e i contenuti senza alcun tipo di controllo e monitoraggio. Tuttavia, questo implica un alto rischio per la sicurezza dell’utente e per le risorse online.
Qui nasce la necessità di strumenti di protezione efficaci.
La tecnologia necessaria per un buon monitoraggio del DNS richiede essenzialmente un accesso, il più veloce possibile, a un elenco, il più ampio possibile, di domini che sono stati correttamente analizzati e categorizzati. In questo modo, quando arriva la richiesta di risoluzione, il filtro può verificare se il dominio fa parte di una blacklist di sistema e quindi se può essere accessibile o meno, in base alle impostazioni.
Un sistema di categorizzazione efficace richiede il supporto fornito dall’Intelligenza Artificiale, poiché nessuna organizzazione potrebbe analizzare manualmente i 200 mila nuovi domini aggiunti in media ogni giorno.
Allo stesso tempo, una risposta con latenza quasi zero richiede una rete globale Anycast con il maggior numero possibile di data center, sia per la velocità che per la stabilità del servizio: se un nodo è fuori servizio e c’è una buona ridondanza, la query sarà automaticamente reindirizzata al nodo più vicino e il ritardo nella risposta sarà quasi zero.
Stiamo quindi parlando di tecnologie complesse, che non sono però impossibili da realizzare in vari continenti. Ad esempio, la tecnologia Intelligenza Artificiale basata sulla rete globale Anycast della società europea FlashStart è altrettanto valida di quella americana. Ciò che cambia sostanzialmente è il fatturato che il mercato americano può generare grazie ai suoi investimenti nel marketing.
Ad oggi, i due marchi più popolari e pubblicizzati, che inoltre stanno sempre più in competizione, sono DNSFilter vs Umbrella.
Come ci si aspetta, le funzionalità offerte sono molto simili e, se leggi i commenti di alcuni degli utenti più esperti, il risultato non è sempre apprezzato. Cercheremo qui di fare riferimento a istanze facilmente verificabili in modo da essere arbitri imparziali nel confronto.
Difesa DNS di nuova generazione: basata su cloud e IA, semplice da attivare.
DNSFilter vs Umbrella
Cisco Umbrella
Umbrella è la linea di prodotti per DNS Security di Cisco, una multinazionale quotata in borsa dal 1990. Nella sua home page, afferma di offrire una sicurezza flessibile fornita dal cloud con più funzioni combinate, in modo da gestire l’estensione della protezione dei dati a dispositivi e utenti remoti e a posizioni distribuite in pochi minuti.
DNSFilter
DNS Filter è un’azienda americana molto più recente, nata nel 2015. La sua attività si concentra sulla sicurezza tramite DNS e la sua politica di marketing è molto aggressiva, soprattutto nei confronti di Umbrella. Non a caso, il sito web si apre con l’offerta “salva-vite” per gli MSP rimasti in una posizione difficile dopo gli ultimi annunci di Cisco riguardanti la risoluzione dei contratti nel luglio 2022.

Competizione costante: DNSFilter vs Umbrella
Spesso vediamo questi due giganti tecnologici fronteggiarsi in una competizione non regolamentata, al punto che gli utenti spesso alternano periodicamente queste due soluzioni, perché non sono soddisfatti delle caratteristiche tecniche offerte in alcune aree, e soprattutto a causa del prezzo molto elevato che devono pagare.
Ad oggi, una valutazione imparziale delle due dovrebbe essere nel mezzo e considerare l’esperienza “storica” e la robustezza di Cisco, leader nel mercato Networking, nonché la dinamicità offerta dalla struttura più snella di DNSFilter, più economica di solo pochi dollari.
Per un confronto delle due soluzioni, vi consigliamo di dare un’occhiata alle seguenti riviste specializzate: G2, ExpertInsights o anche alle discussioni tra esperti IT, più imparziali, su Reddit.
Queste fonti sottolineano quello che abbiamo detto sopra, ossia che gli utenti si spostano da una tecnologia all’altra lamentandosi soprattutto degli alti costi e della scarsa intuitività della tecnologia per cui pagano.
Negli ultimi anni, sembra che DNSFilter abbia guadagnato terreno in questa titanica competizione grazie a una costante e incessante campagna di discredito nei confronti del suo rivale, e al marketing di una superiorità tecnologica difficile da verificare rispetto a tutti i tipi di concorrenti in generale.
Personalmente, troviamo molto difficile esprimere un’opinione su tali politiche commerciali ad ogni costo. In Europa, il rispetto dei vostri rivali nel commercio è essenziale e, soprattutto, non può essere a scapito del servizio al cliente. Non a caso, lo slogan del leader europeo FlashStart è “Cyber Security First”.
Ecco perché preferisco lasciare che i due rivali parlino da soli, e qui si trova la prima differenza: Cisco non menziona DNSFilter. Come il vecchio gigante dell’IT che è, non menziona nemmeno il nuovo rivale sul suo sito web. Questo dispregio può essere un segno di presunzione e superiorità ma anche l’indice di lentezza nel considerare l’evoluzione del mercato.
Vediamo, invece, cosa dice DNSFilter nella pagina pubblica dove confronta DNSFilter vs Umbrella.
La prima considerazione riguarda la semplicità, e DNSFilter accusa Umbrella di essere difficile da configurare. Addirittura deflaziona il vantaggio che Cisco dovrebbe avere poiché è anche produttore di dispositivi, dicendo che l’integrazione è complessa anche con i loro stessi prodotti.
Successivamente, la pagina “DNSFilter vs Umbrella” sostiene che il primo è molto più veloce nell’identificare le minacce, ma questa è solo un’affermazione ripetuta da DNSFilter contro tutti i concorrenti senza aggiungere molte prove al punto.
Poi menziona la lentezza nell’assistenza da parte di Umbrella, definendola una “totale mancanza di supporto”; lentezza anche nell’innovazione, poiché i lunghi contratti offerti da Umbrella non ne renderebbero necessaria, e infine di nuovo lentezza a livello di rete Anycast.
Inoltre, mostra i vantaggi del suo filtraggio DNS rispetto al filtraggio URL di Cisco e alla protezione roaming anche per Android, che Umbrella non offre.
Infine, nella pagina “DNSFilter vs Umbrella” troviamo una tabella comparativa in cui il primo si vanta del supporto fornito dall’Intelligenza Artificiale, che consente anche una difesa dai siti di phishing e un’opzione “white label” per i rivenditori che vogliono personalizzare il servizio con il loro marchio.
Non spetta a noi, a questo punto, rispondere a DNSFilter esponendo i vantaggi di Umbrella se nemmeno Cisco si preoccupa di metterli in evidenza. Ci chiederemo piuttosto se quello di cui si vantano nella pagina “DNSFilter vs Umbrella” è così esclusivo, perché non sembra esserlo.
È solo una competizione nordamericana?
La domanda completa sarebbe: considerando tutta la guerra commerciale che gli annunci web e i blog mettono in evidenza, è la difesa del DNS una rivalità solo tra le aziende nordamericane?
La risposta più logica è che la rivalità mediatica riguarda principalmente loro ma la soluzione esiste anche altrove!
Torniamo a FlashStart, il leader europeo, e noteremo subito che tutti i vantaggi menzionati da DNSFilter sono comunque normative prerogative anche tra le caratteristiche sul sito web di FlashStart: filtraggio DNS cloud con 200 diverse categorie di blacklist continuamente aggiornate da altamente performante Intelligenza Artificiale, protezione end-point su Android, etichette bianche per i rivenditori, ecc. sono stati già implementati da molto tempo anche in Europa.
La rete Anycast di FlashStart è altamente performante, tra i primi 5 a livello globale secondo i dati del benchmark indipendente dnsperf.com
Quanto alla configurazione di FlashStart, è compatibile con tutti i dispositivi, ci sono video che, ad esempio, mostrano in 5 secondi come configurare Mikrotik. La dashboard è multi-tenant, facile da integrare con Microsoft Active Directory e con Google Workspace (G-Suite) per impostare rapidamente politiche di filtraggio diversificate.
Inoltre, ci sono funzioni esclusive fornite solo da FlashStart, come “Geoblocco“, il monitoraggio a base geografica che impedisce l’accesso ai siti web fisicamente ospitati su server ubicati in territori ad alto rischio di malware e compromissione.
Tutto questo significa che la sfida tra DNSFilter e Umbrella non è più quella reale, poiché si riduce a una questione di marketing, che non è più supportata da veri vantaggi rispetto ai competitor in altri territori.

FlashStart, l’alternativa “made in Europe” e il futuro del DNS
Abbiamo detto sopra che FlashStart, leader europeo (e presente in tutti i continenti), possiede già tutte le funzioni tecniche che DNSFilter sostiene come vantaggi su Umbrella, e persino alcune aggiuntive.
Ma qual è la situazione in termini di prezzi in Europa? Dovremmo pensare che siano più alti rispetto all’America dove la concorrenza tra DNSFilter e Umbrella li sta facendo scendere?
In realtà no, assolutamente no. Ancora una volta, FlashStart risulta più conveniente, con modelli di prezzo ottimizzati per tipo di cliente. FlashStart non vende direttamente, offre un prezzo ottimale agli utenti finali e margini senza uguali, superiori al 70%, per i suoi partner.
Tutto questo, poiché investe più in sviluppo che in inutili guerre di marketing.
Difesa DNS di nuova generazione: basata su cloud e IA, semplice da attivare.
La tecnologia è quindi all’avanguardia e l’assistenza è molto più umana rispetto a quella fornita dagli americani, con supporto garantito in inglese, spagnolo e italiano anche via chat.
L’attenzione alle esigenze di sicurezza nel mondo, non solo in America, e alle diverse leggi nazionali, culture e necessità in generale, alle richieste tecniche e commerciali dei singoli partner IT, tutto questo sta favorendo effettivamente una soluzione europea come quella di FlashStart, che protegge la popolazione in 146 paesi, con oltre 600 rivenditori e distributori certificati.
Spesso dimentichiamo che ogni ricerca su Internet attiva una risoluzione DNS, e che tale risoluzione potrebbe finire in luoghi realmente lontani da dove siamo. Come viene gestita la nostra ricerca su Internet? Viene utilizzata per scopi commerciali e rivenduta? E, in tutto questo, quali sono le conseguenze per l’utente?
Queste sono variabili sconosciute nel mondo della Privacy del futuro, un mondo dove l’attenzione ai valori personali e umani deve necessariamente prevalere, anche attraverso la scelta di un DNS adeguatamente sicuro, in modo da evitare che tutti diventino un “prodotto” nella ricerca di mercato dei giganti del Nord America.
Puoi attivare la protezione FlashStart® Cloud su qualsiasi tipo di router e firewall per proteggere i dispositivi desktop e mobile e i dispositivi IoT sulle reti locali.

