CCPA: lo standard per la sicurezza dei dati e la privacy in America

Published: Febbraio 25, 2023

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CCPA: The Standard for Data Security and Privacy in the Americas

L’introduzione della normativa americana CCPA all’inizio del 2022 ha segnato un importante punto di svolta nella gestione dei dati privati degli utenti nel settore dei servizi e ora le aziende che operano a livello internazionale con clienti sia in Europa sia negli Stati Uniti devono essere in grado di garantire il rispetto di normative simili ma anche diverse. FlashStart è il filtro web completamente basato sul cloud che consente alle aziende e organizzazioni internazionali di operare nel pieno rispetto degli standard di sicurezza CCPA e GDPR.

1. Dati sensibili e privacy:

Le aziende e i fornitori di servizi in qualsiasi settore sono sempre più attivi nella raccolta dei dati personali dei propri clienti e utenti, che regolarmente forniscono i propri dati riservati senza avere un’idea precisa di quale ne sarà l’uso finale.

1.1 Lo scandalo Cambridge Analytica

Negli ultimi anni uno degli scandali più noti riguardanti l’uso scorretto dei dati personali e/o un utilizzo diverso da quello previsto è il caso Cambridge Analytica, una società di consulenza britannica che oggi non esiste più ma che durante le campagne elettorali americane del 2016 ha utilizzato la propria piattaforma Facebook per raccogliere informazioni sulle preferenze politiche di milioni di utenti con l’obiettivo di analizzarne il comportamento e proporre post e pubblicità dedicati che, come ha affermato un recente articolo della BBC, sembrano aver avuto effetti determinanti sulle elezioni americane del 2016.

Per chiudere il caso, Facebook – oggi Meta – ha accettato di pagare, nel dicembre 2022, una multa di 725 milioni di dollari e ha assunto la responsabilità di aver condiviso, senza chiedere il consenso, i dati di oltre 87 milioni di utenti con la società di consulenza politica.

1.2  La richiesta di maggiore protezione

Non stupisce che, poco dopo la scoperta dello scandalo Cambridge Analytica, Mark Zuckerberg nell’aprile 2018 abbia reso testimonianza a Capitol Hill: i legislatori dello stato americano della Silicon Valley iniziarono a definire i termini di una delle leggi che, più di qualsiasi altra, ha rivoluzionato il modo in cui vengono trattati i dati personali dei clienti o degli utenti stranieri: il California Consumer Privacy Act, una legge simile al GDPR europeo che mira a proteggere la privacy e la riservatezza delle informazioni fornite dagli utenti.


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2. Lo standard di sicurezza CCPA

Il California Consumer Privacy Act (CCPA) è stato firmato il 28 giugno 2018 e offre ai consumatori un controllo molto più ampio sulle informazioni personali che le aziende raccolgono da loro. Le varie normative che contiene offrono informazioni precise su come implementare la legge, in documenti ufficiali in vigore dal 1° gennaio 2020 nello stato americano che ospita alcuni dei più grandi giganti tecnologici basati sull’informatica del mondo: da Meta a Google, da Apple a HP, da Oracle a Intel.

Il CCPA ha infatti garantito nuovi diritti sulla riservatezza dei dati per i consumatori in California, e in particolare:

» Il diritto di sapere quali informazioni personali un’azienda raccoglie su di te, l’uso che ne fa ed eventuali opzioni di condivisione con altre entità.
» Il diritto di richiedere la cancellazione delle informazioni personali raccolte (con alcune eccezioni)
» Il diritto di rinunciare alla vendita di tali dati e di chiedere che i tuoi dati personali non vengano condivisi con terze parti.
» Il diritto alla non discriminazione per l’esercizio dei tuoi diritti CCPA.

2.1 Un passo oltre: la sicurezza CPRA

A due anni dalla nascita dello standard CCPA security nel novembre 2020 la California ha approvato il California Privacy Rights Act (CPRA), noto anche come Proposition 24, che costituisce un emendamento al CCPA e rappresenta un ulteriore passo avanti in termini di tutela della privacy. Le nuove normative, dopo un periodo transitorio di due anni, sono entrate ufficialmente in vigore il 1° gennaio 2023. Tra le modifiche elencate:

» Il diritto per i consumatori californiani di richiedere la correzione di informazioni personali inesatte che le aziende detengono su di loro.
» Il diritto di imporre limiti all’uso e alla divulgazione delle informazioni personali sensibili raccolte dal consumatore.
» Diverse responsabilità per l’azienda in questione nei confronti dello standard di sicurezza CCPA e del CPRA, tra cui la necessità di rispondere alla richiesta del consumatore che desideri esercitare i propri diritti e l’obbligo di offrire avvisi informativi che spieghino come un’azienda gestisce la riservatezza dei dati personali.


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2.1 Chi è soggetto agli standard di sicurezza CCPA – CPRA?

Lo standard di sicurezza CCPA si applica alle aziende che hanno scopo di lucro che raccolgono, monitorano, archiviano e controllano le informazioni personali di tutti i cittadini residenti in California e svolgono un’attività commerciale nello stato della California almeno in base ai seguenti soglie:

» Hanno un fatturato annuo lordo superiore a 25 milioni di dollari.
» Ricevono o divulgano informazioni personali di almeno 50.000 residenti, famiglie o dispositivi ubicati in California su base annua.
» Realizzano almeno il 50% dei loro profitti annuali grazie alla vendita di dati privati dei residenti californiani.

Mentre la CCPA sicurezza stabilisce l’obbligo di rispetto della legge per le aziende che hanno scopo di lucro, i fornitori di servizi e le terze parti che rientrano in una delle soglie sopra menzionate, il CPRA ha inoltre aggiunto i contractor, quindi altre terze parti, all’elenco delle entità coperte dalla normativa e in questo articolo Bloomberg ci offre una descrizione dettagliata di chi rientra effettivamente in questa norma.

3. Confronto tra sicurezza CCPA e GDPR

Secondo un articolo pubblicato dalla società di consulenza e revisione Deloitte, gli standard di sicurezza di CCPA e GDPR condividono molte caratteristiche, tra cui la necessità di notificare gli utenti in caso di violazione dei dati, i diritti dell’utente di cancellare o modificare i propri dati e uno schema di fondo che mira alla ‘privacy by design’ e quindi la riservatezza dei dati è un aspetto fondamentale nella struttura dei servizi offerti.

Esistono anche una serie di differenze tra le due normative e in particolare osserviamo che la norma europea GDPR impone una serie di valutazioni sull’impatto delle regole riguardanti la protezione dei dati (Data Protection Impact Assessment – DPIA), impone inoltre restrizioni ai processi decisionali automatici e sottolinea la presenza di un’Autorità di vigilanza e regolamentazione.

4. FlashStart: internet sicuro nel pieno rispetto delle normative sulla privacy

La sicurezza CCPA non impone misure di sicurezza dei dati da adottare, ma stabilisce che le aziende debbano implementare e mantenere pratiche e procedure di livello di sicurezza ‘ragionevole’, altrimenti potrebbero essere sanzionate. L’elenco dei controlli critici per la sicurezza proposto dal CIS – Centre for Internet Security – un’organizzazione non profit diventata un punto di riferimento in questo ambito, include il punto numero 9 “Email and Web Browser protections”.

FlashStart propone un filtro dei contenuti web basato su DNSDomain Name System – che tutela in modo specifico la protezione delle ricerche Internet effettuate dall’utente, verificando la pericolosità e l’adeguatezza dei domini che l’utente desidera raggiungere e bloccando l’accesso a quelli in cui i nostri controlli hanno riconosciuto situazioni pericolose.

Intervenendo a livello DNS, FlashStart rende sicura la tua posta elettronica: infatti è in grado di bloccare tutte le minacce ricevute via email tramite link e annunci su cui l’utente è invitato a cliccare. Il controllo viene effettuato non appena l’utente clicca sul link, così i casi di malvertising e adware vengono facilmente identificati e bloccati prima ancora di nascere.

Lo strumento proposto da FlashStart è in linea con tutte le normative europee GDPR, dalle quali ha recepito pienamente regole e indicazioni. Ma FlashStart non si limita a rispettare soltanto le stesse regole del GDPR: ha una portata estremamente ampia e raggiunge utenti in molti paesi diversi. FlashStart può essere configurato anche in modo da rispettare tutte le normative locali in materia di protezione dei dati personali, come ad esempio la sicurezza CCPA / CPRA in California.

4.1 FlashStart: uno strumento sicuro sempre aggiornato.

FlashStart è uno strumento costantemente aggiornato. Intelligenza Artificiale algoritmi analizzano continuamente Internet alla ricerca di nuove minacce e Machine Learning meccanismi consentono al software di apprendere dalle esperienze passate e costruire modelli in grado di comprendere quando si trovano di fronte a nuove minacce, oltre a catalogare correttamente tutti i nuovi domini.

Infatti, FlashStart non solo ti protegge da contenuti pericolosi e illeciti come malware e tentativi di phishing, ma ti consente anche di bloccare siti considerati eticamente inappropriati, in quanto possono essere legati a pornografia, violenza, gioco d’azzardo ecc.

Il suo sistema di 200 blacklist rende lo strumento molto flessibile e adattabile a qualsiasi esigenza e l’amministratore di rete può anche decidere se desidera bloccare l’accesso a piattaforme come Facebook, Instagram, TikTok, YouTube e Netflix che, oltre a creare distrazioni in termini di efficienza per i propri utenti, sono anche attive nella raccolta del comportamento degli utenti.

Per saperne di più sulle sue funzioni, ad esempio con TikTok, leggi il nostro articolo dedicato.


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Elena Deola

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