Blocco geografico DNS

Published: Maggio 14, 2022

How to block sites, ones that are dangerous or damaging in many ways

Improving Internet security using FlashStart, Understanding Internet Security

DNS geo blocking

La criminalità informatica è costosa e i dati degli ultimi due anni mostrano un trend preoccupante negli importi pagati come riscatto e in quelli necessari per riportare la situazione allo stato precedente all’attacco. In questo articolo mostriamo da dove proviene la maggior parte degli attacchi e come la feature FlashStart DNS Geo Blocking può aiutarti a evitare di accedere inavvertitamente a siti web situati nelle aree di criminalità informatica più pericolose al mondo.

Le minacce informatiche: sviluppi recenti

Secondo ComplexDiscovery, il costo della criminalità informatica a livello mondiale è aumentato drasticamente nell’ultimo decennio, passando da 300 miliardi di dollari nel 2013 a un sorprendente 945 miliardi di dollari nel 2020. Inoltre, i dati relativi alle minacce informatiche degli ultimi due anni sono in generale peggiorati, e il costo della criminalità informatica non fa eccezione.

L’articolo di ComplexDiscovery fornisce una panoramica dettagliata delle principali minacce informatiche diffuse nel mondo durante il 2021. I dati riportati provengono da una varietà di siti web, report e organizzazioni, poiché ComplexDiscovery è una pubblicazione online che si concentra sulla sicurezza informatica e mira a mettere in evidenza approfondimenti e analisi su sicurezza informatica, violazioni dei dati e relative questioni legali. Le quattro tipologie di attacchi informatici più frequenti che riportano sono:

  • Attacchi malware;
  • Attacchi ransomware;
  • Attacchi phishing;
  • Attacchi DDoS.
Cyber attack prevention concept

Attacchi malware

Il termine malware viene usato per riferirsi complessivamente a tutti i tipi di software dannoso che hanno lo scopo di arrecare danni a computer e infrastrutture IT e che includono, ma non sono limitati a, virus, trojan, worm, ransomware, adware e spyware. Il Sophos threat report del 2021 mostra che, tra i 3.500 professionisti IT intervistati, il 34% ha dichiarato di essere stato preso di mira da malware durante il 2020.

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Attacchi ransomware

Come accennato sopra, il ransomware è una delle tecniche malware ed è probabilmente quella che si è diffusa di più durante le prime fasi della pandemia. Un report di Cybersecurity Ventures pubblicato nel gennaio 2021 mostra come il costo globale del ransomware fosse destinato a salire a 20 miliardi di dollari nel 2021, con un aumento di oltre 60 volte rispetto ai 325 milioni di dollari registrati nel 2015. La previsione per il 2021 era che un attacco alle aziende si sarebbe verificato ogni 11 secondi, rispetto ai 40 secondi del 2016.

Attacchi di phishing

Gli attacchi di phishing sono il terzo tipo di attacco più frequente menzionato da ComplexDiscovery. Il phishing è una tecnica fraudolenta mediante la quale un attaccante induce un utente Internet a fornire informazioni riservate, come dati privati, finanziari o sanitari, al fine di usarli a proprio vantaggio.

Inoltre, gli attacchi possono essere diffusi tramite allegati dannosi, che di solito non vengono controllati dai servizi gratuiti di rilevamento delle minacce comunemente disponibili, come quello fornito da Google. Nel 2020, Google ha rilevato circa 2 milioni di siti web utilizzati per finalità di phishing.

Attacchi DDoS

Infine, ComplexDiscovery si concentra sugli attacchi DDoS, ovvero attacchi che mirano a interrompere la fornitura di un servizio online sovraccaricando i server con richieste di traffico. Questi attacchi sono diventati particolarmente rilevanti quando riunioni e lezioni di ogni tipo e livello hanno iniziato a spostarsi online durante la primavera del 2020. Le statistiche indicano che ora stanno diventando meno prolungati ma più frequenti.

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Da dove provengono gli attacchi?

Da quando la situazione tra Russia e Ucraina è degenerata in una guerra su vasta scala, si sono diffuse molte voci sugli hacker russi che colpiscono le infrastrutture ucraine e sugli ucraini e altri gruppi di supporto che reagiscono a questi attacchi. Abbiamo discusso il ruolo di questi attacchi nell’articolo dedicato disponibile qui. Ma da dove provengono gli attacchi?

L’origine degli attacchi è stata ricondotta, nel corso degli anni, a una varietà di attori della minaccia. Esistono sia gruppi di hacker privati sia gruppi sponsorizzati da Stati. I due hanno ovviamente obiettivi diversi:

  • Gruppi di hacking privati di solito mirano a monetizzare gli attacchi, sia tramite ransomware sia rivendendo nel dark web i dati, le informazioni e i documenti a cui sono riusciti ad accedere;
  • Attori sponsorizzati dallo Stato di solito vogliono causare danni a infrastrutture e sistemi importanti all’interno di un Paese. In questo caso parliamo di cyberwarfare, una nuova forma di guerra tra Stati e governi, di cui abbiamo parlato in questo articolo dedicato.

Quindi, da dove provengono ora gli attacchi?

DNS Geo Blocking visualization

Prima della pandemia

Prima che iniziasse la pandemia, l’origine degli attacchi sembrava un po’ più chiara. Diverse statistiche riportano che tra il 2006 e il 2018 la maggior parte degli attacchi proveniva da gruppi con sede in Russia o in Cina, come sostenuto dal Center for Strategic and International Studies. Durante questo periodo, la Cina sarebbe stata dietro 108 importanti incidenti informatici mentre la Russia sarebbe stata dietro 98 attacchi.

Pandemia e guerra

La diffusione della pandemia di Covid-19 e, più recentemente, la guerra Russia-Ucraina hanno determinato un aumento del numero di soggetti minacciosi. I gruppi di hacking privati si sono trasformati in vere e proprie aziende, che investono in R&D, diffondono comunicati stampa e utilizzano i sistemi finanziari per riciclare il denaro che guadagnano. Come abbiamo spiegato in questo articolo, tutto ciò richiede un modello di business e persone con competenze diversificate, proprio come in un’azienda normale.

Le statistiche sulle origini degli attacchi per il 2022 non sono ancora completamente disponibili. Abbiamo però potuto trovare dati sugli attacchi DDoS che mostrano che, mentre la Cina è ancora il primo Paese per origine di questo tipo di attacchi, la Russia è scesa e ora si colloca al settimo posto. È interessante notare che il secondo Paese da cui provengono questi tipi di attacchi sono gli Stati Uniti, che sono anche il principale bersaglio. Anche Ucraina e India sono nella top 10.

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Il filtro dei contenuti web FlashStart

Quindi, cosa puoi fare per ridurre le probabilità di essere il bersaglio del prossimo attacco informatico? Come le stesse minacce informatiche, anche le misure per contrastare gli attacchi si sono spostate online. E, poiché prevenire è meglio che curare, la prima cosa da fare è configurare un filtro dei contenuti web, uno strumento che analizza tutto il traffico Internet che passa attraverso il tuo dispositivo e blocca l’accesso ai siti web pericolosi.

Il filtro dei contenuti web offerto da FlashStart agisce a livello DNS: quando l’utente Internet digita il nome del sito web che desidera raggiungere, il motore di ricerca cerca l’indirizzo DNS ad esso associato e il filtro verifica il DNS confrontandolo con il proprio cloud. Il cloud di FlashStart include una varietà di elenchi di siti web ritenuti pericolosi perché collegati a malware, ransomware, tentativi di phishing e altri contenuti malevoli, oltre a elenchi di contenuti indesiderati o distraenti, che vanno dalla pornografia e dalla violenza allo shopping online e alle piattaforme di streaming video.

Tutti questi siti web sono suddivisi in categorie. Quando l’utente tenta di accedere a un sito web che fa parte di una categoria bloccata, cioè una categoria che l’amministratore di rete o Internet Service Provider (ISP) ha ritenuto pericoloso o inappropriato, verrà visualizzato un messaggio di errore che impedirà l’accesso a tale sito web.

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FlashStart DNS Geo Blocking interface

FlashStart DNS Geo Blocking

Il filtro dei contenuti web di FlashStart include una funzionalità esclusiva: DNS Geo Blocking. Ciò consente ad amministratori di rete e ISP di bloccare siti web e risorse in base alla posizione geografica a cui possono essere ricondotti. In particolare, FlashStart fornisce un elenco dei Paesi che hanno una reputazione di ransomware, malware e altri rischi informatici, consentendo all’amministratore di impostare le funzioni di sicurezza che ritiene più adatte per la propria rete.

Configurare il Geo Blocking DNS di FlashStart è un processo semplice. All’interno del Pannello di gestione della protezione FlashStart, l’amministratore di rete può scegliere l’opzione Geo Blocking. Verrà visualizzato un elenco di aree: FlashStart ha suddiviso i Paesi in gruppi in base alla loro probabilità di essere collegati al cybercrime.

Ad esempio, l’Europa è suddivisa in Europa orientale, Paesi baltici e resto del continente. L’Asia è suddivisa tra Russia e i suoi ex Paesi satelliti, e il resto del continente. Ogni area contiene un elenco dei Paesi ad essa associati. In questo modo, i responsabili della rete possono decidere se bloccare un singolo Paese o un’intera area.

La funzionalità DNS Geo Blocking consente inoltre di bloccare:

  • Accesso a siti web la cui origine è sconosciuta a causa dell’uso di proxy anonimi – opzione “IP not defined
  • Accesso a siti web tramite provider satellitari – opzione “Satellite connections”.

Infine, nel caso in cui blocchi un Paese tramite lo strumento DNS Geo Blocking ma debba in realtà accedere a un sito web riconducibile a esso, puoi utilizzare lo strumento Whitelist personale. Infatti, FlashStart ti consente di personalizzare la tua sicurezza Internet in modo approfondito quanto desideri e di creare elenchi di siti web a cui l’accesso debba essere sempre consentito, anche se si trovano in aree pericolose o appartengono a categorie altrimenti bloccate.

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Puoi attivare la protezione FlashStart® Cloud su qualsiasi tipo di router e firewall per mettere in sicurezza dispositivi desktop e mobile e dispositivi IoT sulle reti locali.

Elena Deola

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