Tuttavia, questi sistemi non sono infallibili: e-mail malevole inviate da account compromessi di contatti fidati o da domini di nuova creazione possono facilmente superare le barriere di posta e giungere nella casella d’ingresso principale.
Segnalare manualmente un messaggio come “spam” o “phishing” aiuta i filtri ad aggiornarsi, ma non risolve alla radice il problema del rischio di navigazione in caso di clic involontario su un link malevolo. Per garantire una protezione completa, è necessario affiancare alla difesa della posta un sistema centralizzato di filtraggio DNS.

Proteggersi dai link pericolosi con il filtraggio DNS
Un filtro DNS per la navigazione intercetta e analizza la richiesta di connessione nel momento esatto in cui l’utente clicca su un collegamento presente in una e-mail o in una chat. Se il dominio o l’indirizzo IP di destinazione risulta inserito nelle blacklist di sicurezza, il caricamento della pagina viene immediatamente bloccato, vanificando l’attacco prima che il malware possa infettare il dispositivo.
Le soluzioni avanzate basate su cloud aggiornano costantemente le proprie basi dati utilizzando modelli di intelligenza artificiale, in grado di identificare e bloccare in tempo reale anche i domini creati da poche ore da parte dei cybercriminali.
Inoltre, funzionalità come il Geoblocking consentono di isolare preventivamente il traffico da e verso Paesi ritenuti a elevato rischio informatico, garantendo una difesa perimetrale robusta sia per la rete locale sia per i dispositivi in mobilità.
La protezione cloud di FlashStart
La piattaforma di sicurezza DNS FlashStart offre una protezione completa e granulare contro spam, phishing, ransomware e contenuti indesiderati, senza richiedere installazioni complesse o modifiche all’infrastruttura di rete esistente.
Grazie all’analisi di miliardi di query DNS al giorno condotta sulla propria rete cloud Anycast, FlashStart protegge la navigazione di oltre 25 milioni di utenti in 156 Paesi del mondo.
I sette punti di forza distintivi del filtro DNS FlashStart:
- Aggiornamento continuo delle blacklist: oltre 200.000 nuovi siti verificati e catalogati quotidianamente.
- Latenza minima garantita: tempi di risposta impercettibili distribuiti su scala globale.
- Granularità di blocco e Geoblocking: 200 categorie di filtraggio e isolamento geografico delle minacce.
- Intelligenza Artificiale applicata: identificazione predittiva dei domini malevoli di nuova generazione.
- Facilità di configurazione: gestione centralizzata via web per aziende, scuole ed enti pubblici.
- Integrazione nativa con Active Directory: sincrono con l’ambiente Microsoft per applicare regole differenziate per gruppi di utenti.
- Protezione ovunque: copertura per reti aziendali (LAN/Wi-Fi) e dispositivi remoti (End-Point Roaming).
Protezione DNS di nuova generazione: totalmente basata su cloud, potenziata da IA e facile da attivare
Puoi attivare la protezione FlashStart® Cloud su qualsiasi tipo di Router e Firewall per proteggere i dispositivi desktop e mobile e i dispositivi IoT sulle reti locali.
Sapere come proteggersi dallo spam è ormai un requisito fondamentale per chiunque navighi in rete. Secondo i dati più recenti, circa la metà delle e-mail inviate quotidianamente a livello globale rientra nella categoria dello spam, e il fenomeno non mostra segni di flessione. Riconoscere un messaggio indesiderato è cruciale, poiché spesso dietro di esso si nascondono minacce insidiose: dalla compromissione del dispositivo al furto di dati personali, fino a vere e proprie truffe finanziarie. In questo articolo analizzeremo come funziona lo spam e quali strumenti adottare per difendersi in modo efficace.
Che cos’è lo spam e come nasce
Una e-mail di spam è un messaggio di posta elettronica non richiesto inviato in modo massivo a un numero elevatissimo di utenti. Generalmente, il testo contiene una cosiddetta Call to Action (invito all’azione): l’utente viene sollecitato a rispondere fornendo dati personali, ad acquistare prodotti promettendo sconti fittizi o a cliccare su un link che conduce a siti fraudolenti.
Il termine “spam” deriva da un famoso sketch comico del gruppo britannico Monty Python. La continua ripetizione della parola “Spam” (storico marchio di carne in scatola statunitense) all’interno della scena ha esteso nel tempo il significato del termine, arrivando a indicare, per astrazione, qualcosa di onnipresente, fastidioso e di scarsa qualità.
Dal punto di vista storico, il primo messaggio di spam inviato in rete viene attribuito a Gary Thuerk, responsabile marketing di Digital Equipment Corp., nel 1978. Non si trattava ancora di una e-mail moderna, ma di un messaggio distribuito sulla bacheca elettronica della rete ARPAnet per invitare 393 utenti alla presentazione di una nuova serie di computer. La reazione degli utenti dell’epoca fu estremamente negativa, inaugurando la storica avversione verso le comunicazioni commerciali non sollecitate.
Thuerk pensava di fare cosa gradita inviando ai 393 utenti di ARPAnet l’invito per la presentazione della nuova serie di computer. Tuttavia, il messaggio non fu gradito e gli utenti risposero risentiti a una comunicazione ritenuta non necessaria e incoerente con le consuetudini della prima rete informatica della storia.

I numeri dello spam nel panorama globale
Le rilevazioni statistiche evidenziano come circa il 49% del traffico globale di posta elettronica sia costituito da spam, con picchi periodici che superano la soglia del 51% in concomitanza con determinati eventi dell’anno.
Le campagne di spam sfruttano infatti la stagionalità e i temi di attualità (festività, grandi eventi sportivi, emergenze sanitarie o geopolitiche). Durante questi periodi, l’aumento fisiologico del volume di e-mail ricevute genera confusione nella casella di posta, riducendo la soglia di attenzione dell’utente.
A ciò si aggiunge la consultazione sempre più frequente della posta da smartphone e tablet: lo schermo ridotto e le condizioni di fruizione in mobilità aumentano le probabilità di cliccare inavvertitamente su collegamenti pericolosi.
Infine, l’analisi della geolocalizzazione mostra come ampie quote del traffico di spam mondiale abbiano origine da infrastrutture situate in Paesi specifici, tra cui Russia, Cina e diverse aree del Sud America e del Medio Oriente, sede di gruppi cybercriminali strutturati.
I pericoli nascosti dietro una e-mail di spam
Lo spam rappresenta il veicolo primario per la diffusione di minacce informatiche ben più complesse. Le e-mail indesiderate invitano comunemente l’utente a compiere azioni quali:
- Rispondere condividendo dati sensibili o credenziali di accesso.
- Cliccare su link esterni diretti a form di cattura dati.
- Effettuare bonifici urgenti o pagamenti non dovuti.
- Aprire allegati infetti contenenti botnet, ransomware o Trojan.
Il fenomeno del phishing si intreccia strettamente con lo spam: attraverso e-mail che simulano comunicazioni ufficiali di banche, enti governativi o piattaforme e-commerce, i criminali inducono le vittime a inserire le proprie credenziali in portali clone perfettamente identici agli originali.
I dati sottratti tramite questi form vengono poi riutilizzati per effettuare frodi finanziarie dirette o rivenduti in grandi quantità all’interno del Dark Web.
Altre varianti diffuse includono false notifiche giudiziarie o e-mail estorsive che minacciano azioni legali per presunta navigazione su siti illegali, richiedendo il pagamento di una somma in denaro per archiviare la pratica.
Come riconoscere una e-mail di spam o phishing
Per evitare di cadere nelle trappole tese dagli spammers, il primo strumento di difesa è la prudenza analitica. Quando si esamina un messaggio sospetto, è importante verificare attentamente i seguenti elementi:
Mittente
Non limitarsi a controllare il nome visualizzato nella posta in arrivo, ma verificare sempre l’indirizzo e-mail reale e il dominio da cui è stato inviato il messaggio.
Contenuto
Analizzare il testo con attenzione: la presenza di errori grammaticali, traduzioni automatiche approssimative o toni di eccessiva urgenza è un chiaro indice di pericolosità.
Link interni
Posizionando il cursore del mouse sopra un collegamento (senza cliccarlo), la maggior parte dei client di posta mostra l’URL di destinazione reale. Se il dominio non corrisponde a quello ufficiale dell’azienda citata, l’e-mail è fraudolenta.
Allegati
Non aprire mai file allegati provenienti da fonti incerte o non verificate, in particolare se presentano estensioni eseguibili (come .exe, .bat, .scr) o archivi compressi protetti da password.
Le soluzioni per bloccare lo spam e le minacce correlate
I moderni provider di posta elettronica e i software client integrano filtri antispam automatici capaci di intercettare gran parte dei messaggi indesiderati e di instradarli direttamente nella cartella dedicata.
Tuttavia, questi sistemi non sono infallibili: e-mail malevole inviate da account compromessi di contatti fidati o da domini di nuova creazione possono facilmente superare le barriere di posta e giungere nella casella d’ingresso principale.
Segnalare manualmente un messaggio come “spam” o “phishing” aiuta i filtri ad aggiornarsi, ma non risolve alla radice il problema del rischio di navigazione in caso di clic involontario su un link malevolo. Per garantire una protezione completa, è necessario affiancare alla difesa della posta un sistema centralizzato di filtraggio DNS.

Proteggersi dai link pericolosi con il filtraggio DNS
Un filtro DNS per la navigazione intercetta e analizza la richiesta di connessione nel momento esatto in cui l’utente clicca su un collegamento presente in una e-mail o in una chat. Se il dominio o l’indirizzo IP di destinazione risulta inserito nelle blacklist di sicurezza, il caricamento della pagina viene immediatamente bloccato, vanificando l’attacco prima che il malware possa infettare il dispositivo.
Le soluzioni avanzate basate su cloud aggiornano costantemente le proprie basi dati utilizzando modelli di intelligenza artificiale, in grado di identificare e bloccare in tempo reale anche i domini creati da poche ore da parte dei cybercriminali.
Inoltre, funzionalità come il Geoblocking consentono di isolare preventivamente il traffico da e verso Paesi ritenuti a elevato rischio informatico, garantendo una difesa perimetrale robusta sia per la rete locale sia per i dispositivi in mobilità.
La protezione cloud di FlashStart
La piattaforma di sicurezza DNS FlashStart offre una protezione completa e granulare contro spam, phishing, ransomware e contenuti indesiderati, senza richiedere installazioni complesse o modifiche all’infrastruttura di rete esistente.
Grazie all’analisi di miliardi di query DNS al giorno condotta sulla propria rete cloud Anycast, FlashStart protegge la navigazione di oltre 25 milioni di utenti in 156 Paesi del mondo.
I sette punti di forza distintivi del filtro DNS FlashStart:
- Aggiornamento continuo delle blacklist: oltre 200.000 nuovi siti verificati e catalogati quotidianamente.
- Latenza minima garantita: tempi di risposta impercettibili distribuiti su scala globale.
- Granularità di blocco e Geoblocking: 200 categorie di filtraggio e isolamento geografico delle minacce.
- Intelligenza Artificiale applicata: identificazione predittiva dei domini malevoli di nuova generazione.
- Facilità di configurazione: gestione centralizzata via web per aziende, scuole ed enti pubblici.
- Integrazione nativa con Active Directory: sincrono con l’ambiente Microsoft per applicare regole differenziate per gruppi di utenti.
- Protezione ovunque: copertura per reti aziendali (LAN/Wi-Fi) e dispositivi remoti (End-Point Roaming).
Puoi attivare la protezione FlashStart® Cloud su qualsiasi tipo di Router e Firewall per proteggere i dispositivi desktop e mobile e i dispositivi IoT sulle reti locali.

