Google SafeSearch

Published: Luglio 24, 2026

Come bloccare a livello DNS siti pericolosi e contenuti indesiderati

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Google SafeSearch

Il motore di ricerca Google integra SafeSearch, una funzionalità ideata per filtrare i contenuti espliciti durante la navigazione sul web, sia in ambito lavorativo sia domestico. Si tratta di uno strumento gratuito che applica un primo controllo automatico dei risultati di ricerca, ma che da solo non è sufficiente a garantire una protezione completa. Esaminiamo nel dettaglio come funziona e perché è fondamentale affiancare a questi sistemi di base uno strumento professionale per il filtraggio dei contenuti.

Che cos’è Google SafeSearch

Google SafeSearch è una funzione integrata all’interno del motore di ricerca Google. Come specificato nelle guide ufficiali di supporto, SafeSearch aiuta gli utenti a gestire la visualizzazione di contenuti espliciti durante la ricerca sul web. Fornito gratuitamente da Google, il sistema intercetta le query e filtra i risultati presentati all’utente in base a determinati criteri di sicurezza.

In particolare, la funzionalità nasconde dai risultati di ricerca i contenuti web che includono nudità, atti sessuali espliciti, scene di violenza o materiale insalubre.

È importante chiarire fin da subito che SafeSearch agisce esclusivamente sui risultati restituiti dal motore di ricerca Google. Ciò significa che non entra in funzione se le ricerche vengono effettuate su altri motori, né quando si accede a un sito web digitando direttamente l’indirizzo URL nella barra del browser.

Google SafeSearch per la navigazione sicura

Come configurare Google SafeSearch

Per verificare o modificare le impostazioni di Google SafeSearch, è necessario accedere con il proprio account Google dal browser. Raggiungendo la pagina indicata per le opzioni di ricerca, si ha la possibilità di selezionare tra tre livelli di protezione:

  • Filtra: blocca le immagini, i testi e i link con contenuti espliciti.
  • Sfoca: applica uno sfocamento preventivo alle immagini esplicite, mantenendo visibili i testi e i link nei risultati.
  • Disattivato: mostra tutti i risultati pertinenti alla ricerca, compresi quelli espliciti.

Se al momento della creazione dell’account Google è stata indicata una data di nascita corrispondente a un utente minorenne, SafeSearch viene impostato automaticamente sul livello “Filtra”.

Per attivare o gestire SafeSearch su dispositivi mobile (smartphone Android, iPhone o iPad), è sufficiente aprire l’app Google, toccare l’immagine del profilo, selezionare Impostazioni e successivamente SafeSearch. La medesima procedura vale per i dispositivi Android TV, mentre dal browser mobile basta raggiungere la sezione dedicata alle impostazioni di ricerca.

Nel caso in cui un utente non riesca a modificare le impostazioni — ad esempio all’interno di un’organizzazione aziendale o scolastica con account Google Workspace — la configurazione è gestita direttamente dall’amministratore di rete. Allo stesso modo, genitori, istituti scolastici e biblioteche possono forzare l’attivazione del filtro su tutti i dispositivi collegati alla medesima infrastruttura di rete.

L’impostazione di SafeSearch può essere applicata anche dagli amministratori di reti Wi-Fi pubbliche (aeroporti, hotel, locali) o integrata direttamente da software di sicurezza per la protezione dai cyberattacchi.

Inoltre, per gli account di minori di 13 anni gestiti tramite l’applicazione Family Link, la modalità “Filtra” è attiva di default e le modifiche sono riservate esclusivamente ai genitori.

Sicurezza informatica e Google SafeSearch

È possibile personalizzare Google SafeSearch?

Google SafeSearch offre un livello di personalizzazione molto limitato. Le opzioni disponibili si riducono alla scelta tra Filtra, Sfoca e Disattivato. Il filtro esegue un controllo rapido del link richiesto verificando se l’URL rientra nelle blacklist gestite da Google e, in caso positivo, ne inibisce la visualizzazione tra i risultati.

L’efficacia del filtro è quindi direttamente legata all’estensione e al costante aggiornamento delle liste consultate da Google.

L’unica forma di intervento concessa all’utente consiste nel segnalare a Google eventuali URL o immagini inappropriate sfuggite al controllo automatico, operazione che avviene tuttavia soltanto dopo che il contenuto è già stato visualizzato.

Perché il filtro del motore di ricerca non è sufficiente

Poiché SafeSearch è una funzione legata esclusivamente alle ricerche su Google, non offre alcuna protezione se l’utente utilizza motori di ricerca differenti o se accede a un sito tramite un link diretto inviato via e-mail, app di messaggistica, social network o inserito manualmente nella barra degli indirizzi.

Questo limite strutturale rende evidente come SafeSearch non possa essere considerato una soluzione definitiva per la sicurezza della rete. A ciò si aggiunge l’impossibilità per l’amministratore IT di conoscere o personalizzare i criteri e le blacklist utilizzate da Google.

In sintesi, le funzionalità di base integrate nei motori di ricerca o nei browser non garantiscono una protezione a 360° e non permettono di definire regole su misura per le esigenze di un’azienda, di una scuola o di una pubblica amministrazione.

Ad esempio, uno strumento come SafeSearch non consente di bloccare l’accesso ai social network, alle piattaforme di gioco d’azzardo o ai siti di streaming illegale durante l’orario lavorativo.

Una protezione completa con il filtraggio DNS

Garantire una navigazione realmente sicura richiede l’adozione di un sistema di filtraggio DNS. Un filtro DNS analizza le richieste di risoluzione dei nomi prima ancora che la connessione verso il sito di destinazione venga stabilita. Se il dominio risulta inserito in categorie bloccate o liste di minacce, il caricamento della pagina viene immediatamente inibito.

Questa tecnologia protegge l’infrastruttura non solo dall’accesso a contenuti inappropriati o pericolosi, ma blocca alla radice i tentativi di infezione da malware e le campagne di phishing veicolate tramite link malevoli.

I migliori filtri DNS per la navigazione sfruttano algoritmi di intelligenza artificiale e machine learning per analizzare costantemente la rete globale, aggiornando le basi dati in tempo reale e offrendo funzionalità avanzate come il Geoblocking per isolare il traffico da aree geografiche ad alto rischio cibernetico.

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Come funziona il filtro DNS di FlashStart

La soluzione di sicurezza DNS targata FlashStart analizza in tempo reale ogni richiesta di connessione generata dai dispositivi della rete. Attraverso algoritmi proprietari, il sistema valuta l’affidabilità dei domini, garantendo tempi di risposta impercettibili e bloccando proattivamente i rischi informatici.

In grado di esaminare miliardi di query DNS ogni giorno, la rete cloud Anycast di FlashStart protegge la navigazione di oltre 25 milioni di utenti in più di 156 Paesi, servendo migliaia di aziende, istituti scolastici ed enti pubblici grazie a una rete globale di partner certificati.

Ecco i punti chiave che caratterizzano il filtro DNS FlashStart:

  • Aggiornamento continuo delle blacklist: oltre 200.000 nuovi domini analizzati e catalogati ogni giorno.
  • Latenza minima garantita: tempi di risoluzione estremamente rapidi grazie alla rete Anycast globale.
  • Granularità di blocco: oltre 200 categorie di contenuti filtrabili e modulo di Geoblocking integrato.
  • Intelligenza Artificiale applicata: analisi predittiva per identificare minacce recenti o sconosciute.
  • Facilità di configurazione: gestione centralizzata via cloud con regole personalizzabili per gruppi di utenti.
  • Integrazione nativa con Active Directory: sincrono con l’infrastruttura Microsoft per semplificare il lavoro degli amministratori IT.
  • Protezione ovunque: copertura per reti locali (LAN/Wi-Fi) e per dispositivi remoti in mobilità (End-Point Roaming).

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Laura Bartolini

Head of marketing