Quando la Russia ha invaso l’Ucraina nel febbraio 2022, molti analisti di sicurezza informatica si aspettavano una serie di attacchi informatici ai sistemi ucraini da parte di hacker sponsorizzati dallo stato russo. Gli effetti dirompenti previsti, tuttavia, non sono stati verificati e l’Ucraina sembra tenere bene agli attacchi della guerra informatica. In questo articolo spiegheremo come il sistema Geoblocking Europe di FlashStart sta aiutando i cittadini ucraini a proteggersi da questa minaccia.
Russia-Ucraina: una guerra su molti livelli
L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia è stata accompagnata da una serie di attacchi a livello informatico. Come riporta un articolo della BBC, poche ore prima dell’inizio dell’invasione, il 24 febbraio 2022, un attacco di hacker russi ha paralizzato un satellite americano che supportava il sistema di comunicazione dell’esercito ucraino.
La guerra tra Russia e Ucraina è probabilmente la prima volta che gli attacchi informatici hanno rappresentato un’arma vera e propria in un conflitto, assistendo i due governi avversari insieme alle operazioni militari tradizionali sul terreno nonché ai blocchi economici internazionali.
Gli attacchi informatici sono stati perpetrati da hacker, solitamente organizzati in gruppi, che lavorano per questo o quel governo. Il loro obiettivo è paralizzare i sistemi di comunicazione per rendere più difficile il coordinamento delle forze o delle operazioni, mirano anche a interrompere i servizi essenziali a livello di governance, finanziario e delle principali infrastrutture. Per questo motivo, i bersagli degli hacker non sono solo i governi dei due avversari dichiarati ma anche tutte le altre terze parti che, in modo diretto o indiretto, compiono azioni (militari o anche economiche o diplomatiche) che influenzano il campo di battaglia.

Le strategie per difendersi dagli attacchi informatici
Diferendersi da questi gruppi è diventata una delle priorità principali nell’agenda politica di tutti i governi, e non solo. Anche le aziende e le organizzazioni sono impegnate, spesso con un gran numero di risorse dedicate, a prevenire gli attacchi informatici salvaguardando i loro sistemi e garantendo il loro funzionamento.
Ma quali sono le strategie più efficaci? La risposta varia da esperto a esperto e la diversità degli utenti aggiunge un ulteriore elemento di variazione. Ci sono però alcuni punti cardinali sui quali la maggior parte degli esperti tende a essere d’accordo:
- Una buona protezione prevede l’uso di vari strumenti. Il mercato odierno offre un’ampia scelta di strumenti per affrontare i problemi di sicurezza informatica. Dai sistemi tradizionali basati su hardware si aggiungono oggi, spesso sostituendoli, quelli basati su software. Parliamo di programmi che bloccano contenuti pericolosi come il filtro DNS web di FlashStart che, con le sue caratteristiche, è oggi una delle soluzioni più preferite per filtrare il malware DNS e i contenuti indesiderati.
- La protezione da sola però non è sufficiente: è necessario anche prevenire. Oggi la prevenzione passa soprattutto attraverso la consapevolezza. La maggior parte degli attacchi informatici, infatti, si completano grazie all’errore umano, dalla distrazione dell’utente che, inconsapevolmente, fa clic su un link che attiva l’attacco. Per questo motivo, la formazione degli utenti rimane una fase essenziale per qualsiasi strategia di sicurezza informatica.
- Infine, in uno scenario che è in continuo e rapido cambiamento, la collaborazione è diventata uno dei ruoli fondamentali. In questo caso parliamo di collaborazione di alto livello, quindi governativa o intergovernativa, con team transnazionali che lavorano insieme per evidenziare nuove minacce, scoprire malware che si sono già annidati nei sistemi informatici, rafforzando le capacità di risposta agli attacchi.
US Cyber Force: collaborazione per la sicurezza informatica
È proprio attraverso le collaborazioni che, all’inizio di dicembre 2021, gli Stati Uniti hanno inviato il loro US Cyber National Mission Force – meglio conosciuto come US Cyber Force – in Ucraina per collaborare con il governo locale per verificare se la Russia aveva già iniziato a infiltrarsi nei sistemi informatici ucraini.
Dal 2018 l’US Cyber Force ha collaborato con vari alleati in Europa, nel Medio Oriente e nella regione dell’Indo-Pacifico per combattere gli hacker supportati da stati come la Cina, la Corea del Nord e, appunto, la Russia. È una forza che viene invitata da governi che temono di avere importanti problemi di sicurezza informatica ma che non hanno ancora un team interno sufficientemente specializzato o anche risorse aggiornate per cercare di capire la gravità dei problemi e cercare di risolverli.
Questo team spesso lavora segretamente, in quanto invitato da un governo straniero a scavare profondamente nei suoi sistemi informatici, il che di per sé è una questione delicata e, a volte, controversa. Come riportato dalla BBC, subito dopo l’invasione russa dell’Ucraina almeno altri due paesi del vecchio continente hanno chiesto l’intervento dell’US Cyber Force, la Lituania e la Croazia.
L’esperienza ucraina
In Ucraina l’US Cyber Force ha assistito a una serie di attacchi hacker conosciuti come “software wiper”, attacchi che rendono i computer inutilizzabili. Più precisamente, a gennaio la Russia ha effettuato vari attacchi di questo tipo, tra i quali uno al Ministero degli Affari Esteri dell’Ucraina in cui un messaggio diceva: “Abbiate paura e aspettatevi il peggio”. L’obiettivo di questi attacchi era destabilizzare il paese ancora prima dell’invasione di febbraio.
La collaborazione con il Cyber Force, ritirato dall’Ucraina poche ore prima che avvenisse l’invasione, ha permesso allo stato ucraino di rafforzare le sue difese contro gli attacchi informatici russi e essere meglio preparato ad affrontare le minacce di una guerra cibernetica.

FlashStart: il contributo contro malware e contenuti indesiderati
L’esempio dell’US Cyber Force è un buon esempio di collaborazione transnazionale su un tema di sicurezza informatica, però non tutti hanno la possibilità di richiedere l’intervento di una forza militare contro malware e contenuti indesiderati. Dato l’elenco precedente di strategie applicabili, rimangono i punti 1 e 2. Concentriamoci per un momento sugli strumenti disponibili per le aziende e le organizzazioni per proteggere le loro reti dagli attacchi degli hacker e, in particolare, sul filtro dei contenuti web offerto da FlashStart, l’azienda europea con clienti in ogni continente.
FlashStart offre un filtro DNS dei contenuti con funzioni specifiche per proteggere le reti di aziende e organizzazioni da malware, botnet e altri tipi di attacchi. Cosa rende FlashStart la soluzione ideale per la tua azienda? Ecco tre ottimi motivi:
- Cloud e sistema: il sistema di filtro dei contenuti web di FlashStart è totalmente basato su cloud, rendendolo molto vantaggioso nel panorama odierno caratterizzato dalla fluidità della digitalizzazione nei suoi accessi. Inoltre, può essere installato a livello di router, garantendo la copertura di tutte le apparecchiature connesse alla rete, oppure a livello di singola apparecchiatura, attraverso l’ClientShield applicazione, proteggendo la navigazione anche quando si è fuori dalla rete aziendale.
- Aggiornamenti continui: FlashStart utilizza una combinazione di Intelligenza Artificiale e Machine Learning per scansionare quotidianamente il web alla ricerca di nuove minacce. Scopri di più sull’Intelligenza Artificiale di FlashStart cliccando qui.
- Ampie possibilità di personalizzazione: mentre i contenuti pericolosi vengono automaticamente bloccati dal sistema, FlashStart consente all’amministratore di rete di decidere tutto il resto che desidera bloccare. Per aiutare questa decisione, FlashStart ha organizzato tutti i siti catalogati in gruppi tematici suddivisibili in tre grandi macro-categorie, contenuti pericolosi, indesiderati e che creano distrazione.
Geoblocco Europa: bloccare i contenuti da paesi pericolosi
Ma i gruppi tematici citati sopra non sono l’unica personalizzazione a cui FlashStart ha pensato. In effetti, l’azienda ha dedicato particolare attenzione all’analisi dei fattori di rischio informatico e ha sviluppato un sistema per bloccare sistematicamente tutti i contenuti provenienti da specifici paesi ad alto rischio dal punto di vista della sicurezza informatica.
Stiamo parlando di Geoblocco, o Geoblocco Europa, con funzionalità nate dal settore commerciale che FlashStart ha incluso in quello della sicurezza informatica. L’obiettivo primario del blocco geografico è quello di garantire la protezione del copyright nonché i diritti di distribuzione evitando la trasmissione di determinati contenuti in paesi specifici. Soprattutto contenuti video, infatti YouTube e Netflix lo utilizzano.
Su un livello di sicurezza informatica FlashStart ha adattato il software di geoblocco per bloccare quei siti che sono fisicamente ospitati in paesi noti per avere un alto tasso di criminalità informatica. Spetta all’amministratore decidere se bloccare o meno interi paesi, oppure, perché no, interi gruppi di paesi, utilizzando il dashboard di FlashStart.
In questo modo, le aziende o le organizzazioni possono avere la certezza che i loro utenti non finiranno, nemmeno per errore, a navigare su siti pericolosi e sconosciuti, rintracciabili, per esempio, in Russia, Cina o Corea del Nord.
Protezione DNS di nuova generazione: totalmente basata su cloud, potenziata da IA e facile da attivare
Puoi attivare la protezione FlashStart® Cloud su qualsiasi tipo di Router e Firewall per proteggere dispositivi desktop e mobile e dispositivi IoT sulle tue reti locali.

