Comprendere il funzionamento della navigazione web è fondamentale per capire il ruolo essenziale svolto dai server DNS e dalla cache DNS.
Per comprendere l’utilità e la funzione della cache DNS, occorre fare un passo indietro ed esaminare i vari passaggi necessari per raggiungere un sito sul web.
Come si raggiunge un sito web?
Ogni indirizzo web che desideriamo visitare con il nostro browser deve essere risolto con il rispettivo indirizzo IP del server a cui inviamo la richiesta.
Per fare un paragone pratico, è come voler telefonare a un amico di cui conosciamo il nome: per effettuare la chiamata, dobbiamo conoscerne anche il numero di telefono.
Un indirizzo IP è composto da quattro gruppi di cifre numeriche (IPv4) oppure da otto gruppi alfanumerici (IPv6).
Ad esempio, un indirizzo IPv4 può essere: 192.168.1.1
Un indirizzo IPv6 è invece del tipo: 2001:0db8:85a3:0000:1321:8af:fe01:2211
Se il dispositivo non conosce l’indirizzo IP del server, non può generare il pacchetto IP necessario per la trasmissione dei dati.

Per poter inviare una richiesta HTTPS a un server tramite IP, il client deve prima effettuare una “query DNS” verso un server DNS per risolvere l’hostname nel relativo indirizzo IP.
La risposta inviata dal server DNS contenente l’indirizzo IP prende il nome di “DNS response“.

Una richiesta di navigazione web HTTPS viene trasmessa tramite protocollo TCP all’interno di un pacchetto IP.
Ogni pacchetto IP inviato da un dispositivo contiene un IP mittente e un IP destinatario. Il pacchetto IP viene a sua volta trasportato da un frame Ethernet.

I vari router presenti lungo la rete inoltrano il pacchetto IP osservando l’indirizzo IP di destinazione e scegliendo il percorso corretto per farlo giungere a destinazione.
I router (così come PC, smartphone e tablet) decidono il percorso da seguire in base all’indirizzo IP destinatario, non in base all’indirizzo alfanumerico della pagina web.
Per questo motivo è sempre indispensabile risolvere il nome del sito web (ad esempio flashstart.com) nel rispettivo indirizzo IP (ad esempio 151.139.128.10).
Protezione DNS di nuova generazione: totalmente basata su cloud, potenziata da IA e facile da attivare
Laboratorio di risoluzione DNS
Puoi provare a risolvere il nome di un sito web per scoprirne il relativo indirizzo IP seguendo questi passaggi:
- Apri il terminale del tuo sistema operativo (Windows, macOS o Linux).
- Digita il comando
ping flashstart.come premi Invio. - Riceverai la risposta alla richiesta di Ping indicante l’indirizzo IP associato, che verrà contestualmente memorizzato nella tua cache DNS.

Una volta ricevuta la richiesta, il server destinatario genera un pacchetto di risposta che viene inviato a ritroso verso il mittente.
Se pensiamo all’enorme quantità di siti web presenti a livello globale, è facile intuire come sia impossibile per un singolo dispositivo memorizzare preventivamente tutti gli indirizzi IP esistenti.
I dispositivi inviano una richiesta DNS ogni volta che si rende necessaria e salvano temporaneamente il risultato all’interno della cache DNS.
La volta successiva che il dispositivo deve raggiungere il medesimo sito web, verifica prima se il record è già presente nella cache DNS locale.
Accedere alla cache DNS evita di dover interrogare ogni volta il server DNS remoto, risparmiando un quantitativo di tempo notevole e rendendo la navigazione immediata, poiché il dispositivo conosce già l’indirizzo IP a cui indirizzare i pacchetti.
La cache DNS per ISP, WISP e reti aziendali
Per operatori ISP, WISP o aziende con molti utenti, disporre di un sistema di cache DNS locale sulla rete rappresenta un’ottimizzazione strategica delle prestazioni.
FlashStart risponde a questa esigenza con l’architettura CloudBOX, installabile sia su server fisico sia all’interno di ambienti di virtualizzazione (come VMware ESXi, Hyper-V o Proxmox).
FlashStart CloudBOX consente di mantenere una cache DNS locale per tutte le richieste provenienti dalla rete interna, gestendo contestualmente il filtraggio e l’autorizzazione dei siti web.
CloudBOX conserva in memoria le risoluzioni DNS effettuate e le relative risposte provenienti dal cloud, ottimizzando ulteriormente i tempi di risposta per gli utenti della rete.
Questa soluzione consente inoltre di ridurre il traffico DNS in uscita dalla rete verso i resolver esterni, ottimizzando il consumo di banda e il numero totale di richieste verso l’esterno.
Per approfondire le funzionalità di CloudBOX è possibile consultare la pagina dedicata alla protezione CloudBOX di FlashStart.
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Per quanto tempo rimangono salvati i record nella cache DNS?
La cache DNS conserva i record memorizzati per un periodo di tempo limitato, definito dal valore di TTL (Time To Live) espresso in secondi. Trascorso questo intervallo senza che il record sia stato nuovamente utilizzato, la voce viene automaticamente rimossa dalla cache DNS.
Visualizzazione della cache DNS sul proprio PC
È possibile verificare i record attualmente salvati nella cache DNS del proprio computer attraverso un semplice comando da terminale.
Laboratorio: visualizzare la cache DNS su Windows
Ecco i passaggi per effettuare la verifica su sistema operativo Windows:
- Premi la combinazione di tasti WIN + R per aprire la finestra “Esegui”.
- Digita
cmd.exee premi OK per aprire il Prompt dei comandi. - Nel terminale inserisci il comando:
ipconfig /displaydnse premi Invio.
A questo punto verrà visualizzato l’elenco completo dei record DNS salvati nella cache del sistema operativo.

Come rendere la navigazione sicura grazie al filtraggio DNS
Una volta compreso il funzionamento della risoluzione dei nomi, appare chiara l’importanza di utilizzare un server DNS sicuro ed affidabile.
Un server DNS con protezione attiva restituisce l’indirizzo IP dei soli web server considerati sicuri, bloccando preventivamente la risoluzione dei domini identificati come dannosi o pericolosi.
Quando il filtro DNS FlashStart riceve una richiesta di risoluzione verso un dominio infetto, di phishing o malevolo, non restituisce l’IP reale del sito attaccante, ma indirizza la connessione verso una pagina di blocco protetta che avvisa l’utente della minaccia neutralizzata.
In questo modo i dispositivi della rete non entrano mai in contatto con i server malevoli, rimanendo protetti dai tentativi di infezione. Inoltre, l’indirizzo IP del server pericoloso non viene salvato nella cache DNS locale.
Attraverso la dashboard centralizzata di FlashStart è possibile definire le regole di blocco e le categorie di contenuti da inibire, oltre a usufruire delle liste di minacce aggiornate continuamente tramite intelligenza artificiale.
Il filtraggio dei contenuti web consente anche di programmare il blocco temporale dei social network o di categorie fonti di distrazione, proteggendo la navigazione di minori o dipendenti.
Navigare senza un filtro DNS espone l’organizzazione a gravi rischi informatici quali tentativi di phishing, infezioni da malware, Trojan e attacchi ransomware (CryptoLocker) mirati alla cifratura e al riscatto dei dati aziendali.
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Puoi attivare la protezione FlashStart® Cloud su qualsiasi tipo di Router e Firewall per proteggere i dispositivi desktop e mobile e i dispositivi IoT sulle reti locali.

