“A pensare male si fa peccato, ma molto spesso ci si azzecca.”
Questo celebre principio è quello che guidi, più o meno consapevolmente, i pensieri di molti imprenditori quando iniziano a valutare come applicare il blocco di Facebook all’interno della propria organizzazione.
In termini pratici, si tratta di rendere Facebook inaccessibile o non funzionale all’interno della rete aziendale.
Che la produttività soffra a causa dell’uso incontrollato dei social network è un fatto ampiamente dimostrato.
Molti dipendenti cedono facilmente alla tentazione di “dare solo un’occhiata” al social network con il maggior numero di utenti al mondo durante le ore lavorative.
Quei cinque minuti isolati si trasformano rapidamente in ore perse, con un impatto significativo calcolato su base annua.
È qui che imprenditori e IT manager devono individuare soluzioni sostenibili, sia dal punto di vista tecnico sia economico, per inibire l’uso di Facebook all’interno della rete aziendale.
Quali sono le opzioni percorribili? Analizziamo le principali.
Scegliere un firewall che supporta il filtraggio dei siti web
Moltissimi firewall mettono a disposizione dell’amministratore di rete funzionalità avanzate per il filtraggio dei contenuti.
Ne abbiamo parlato approfonditamente prendendo MikroTik come esempio. Identificando gli indirizzi IP associati a un determinato dominio (in questo caso facebook.com), è possibile istruire il firewall affinché scarti tutte le richieste di navigazione dirette verso tali destinazioni.
Il limite principale di questo approccio risiede negli oneri gestionali e computazionali che comporta.
Dal punto di vista operativo, obbliga il responsabile IT a un tracciamento costante di tutti i subdomini e IP legati alla piattaforma (Facebook, ad esempio, utilizza una rete di nodi e CDN vasta e in continua evoluzione). Questo processo di ispezione continua impatta notevolmente sul carico di lavoro della CPU del router.
Quando si vuole bloccare la navigazione verso un singolo indirizzo IP statico, le regole da scrivere sul firewall sono relativamente semplici. Tuttavia, il web è un ecosistema dinamico: il firewall deve leggere continuamente ogni pacchetto in transito e confrontarlo con elenchi di IP che richiedono un aggiornamento manuale costante.
Inoltre, se oggi ci si concentra su Facebook, domani l’amministratore di rete dovrà replicare lo stesso lavoro per tutte le altre piattaforme di intrattenimento o social media che generano distrazione.

Adozione di software di blocco sui singoli endpoint
Un’altra strada percorribile per applicare il blocco di Facebook consiste nell’acquisto di software di protezione da installare localmente su ciascuna postazione di lavoro.
Sul mercato esistono diverse soluzioni “host-based” che consentono questo tipo di configurazione.
Tuttavia, il limite di questa scelta è intrinseco alla sua stessa architettura: la protezione agisce esclusivamente sul singolo computer su cui è installata, senza proteggere complessivamente l’infrastruttura di rete.
Costi di licenza a parte, il controllo garantito all’azienda risulta parziale.
Soprattutto nelle realtà aziendali in cui è consentito l’uso di dispositivi personali (BYOD) o dove è presente una rete Wi-Fi dedicata ai dipendenti, i software installati sui PC aziendali non impediscono l’accesso al social network da smartphone o tablet connessi alla rete locale.
Protezione DNS di nuova generazione: totalmente basata su cloud, potenziata da IA e facile da attivare

Il filtraggio a livello DNS
I server DNS rappresentano le “guide della navigazione” su Internet. Allo stesso modo in cui si imposta un indirizzo sul navigatore prima di mettersi alla guida, i dispositivi interrogano i server DNS per raggiungere qualsiasi destinazione sul web.
Attraverso una gestione centralizzata del filtraggio DNS, è possibile definire a monte quali categorie di siti e piattaforme rendere raggiungibili e quali inibire.
Applicando questo controllo al gateway della rete, la protezione si estende istantaneamente a tutti i dispositivi collegati (PC, smartphone, tablet o dispositivi IoT), indipendentemente dal sistema operativo utilizzato.
In questo modo, il blocco di Facebook diventa una semplice regola definita all’interno della politica di sicurezza aziendale.
Poiché il cloud di filtraggio DNS aggiorna costantemente i propri elenchi tramite algoritmi di intelligenza artificiale, l’amministratore di rete non deve preoccuparsi di compilare o aggiornare liste di indirizzi IP: è sufficiente impostare il profilo di blocco e il sistema gestirà la risoluzione in tempo reale.
L’unica accortezza tecnica richiesta all’amministratore IT è quella di reindirizzare forzatamente tutte le richieste DNS uscenti verso i server del filtro, impedendo così tentativi di bypass da parte di utenti che modificano manualmente la scheda di rete.
FlashStart rappresenta la soluzione ideale per gli amministratori di rete, consentendo di attivare o disattivare il blocco dei social network (compreso Facebook) direttamente da un’interfaccia web centralizzata, senza gravare sulle risorse del firewall aziendale e proteggendo al contempo la rete da malware e tentativi di phishing.
Inoltre, per garantire il giusto equilibrio tra produttività e pause del personale, FlashStart permette di pianificare orari di sblocco temporaneo dei social network, ad esempio durante le pause pranzo o al di fuori dell’orario di lavoro.
Protezione DNS di nuova generazione: totalmente basata su cloud, potenziata da IA e facile da attivare
Puoi attivare la protezione FlashStart® Cloud su qualsiasi tipo di Router e Firewall per proteggere i dispositivi desktop e mobile e i dispositivi IoT sulle reti locali.

