Online Safety Act del Regno Unito: una nuova era per la regolamentazione digitale

Published: Luglio 24, 2026

How to block sites, ones that are dangerous or damaging in many ways

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The UK’s online Safety Act: A New Era of Digital Regulation

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Il 25 luglio 2025, Internet nel Regno Unito è cambiato. Non dal punto di vista visivo, ma da quello legale. È infatti entrata in vigore la prima grande fase attuativa dell’Online Safety Act, con ampie implicazioni sul modo in cui navighiamo, pubblichiamo contenuti e accediamo alle informazioni online.

Questa legge, approvata originariamente nell’ottobre 2023, attribuisce nuove responsabilità alle aziende tecnologiche per proteggere gli utenti — in particolare i minori — dai contenuti dannosi. Mentre alcuni la accolgono come una misura di salvaguardia attesa da tempo, altri avvertono che potrebbe minacciare la privacy, la libertà di espressione e l’accesso all’informazione.

Cosa sta cambiando esattamente e perché il Regno Unito si trova improvvisamente all’avanguardia nella regolamentazione di Internet?

Che cos’è l’Online Safety Act?

L’Online Safety Act 2023 rappresenta uno dei tentativi più ambiziosi da parte di una democrazia occidentale volti a regolamentare la rete. Il suo obiettivo è rendere gli spazi digitali più sicuri imponendo un dovere legale di diligenza (statutory duty of care) alle piattaforme digitali. All’atto pratico, questo significa che servizi come social network, forum, motori di ricerca e siti per adulti devono valutare e ridurre attivamente il rischio che gli utenti — in particolare i minori di 18 anni — si imbattano in contenuti illegali o dannosi.

L’applicazione della normativa è affidata a Ofcom, l’autorità regolatrice delle comunicazioni del Regno Unito, ora dotata di poteri molto ampi. Ofcom può sanzionare le aziende con multe fino a 18 milioni di sterline o al 10% del fatturato globale, bloccare l’accesso ai servizi nel Regno Unito o, nei casi più gravi, avviare procedimenti penali contro i dirigenti aziendali.

Quali norme sono appena entrate in vigore?

Sebbene la legge sia stata approvata nel 2023, la sua introduzione avviene gradualmente. La fase più evidente è iniziata il 25 luglio 2025, concentrandosi su due aree chiave: la verifica dell’età per i contenuti pornografici e la tutela dei minori sulle principali piattaforme.

Verifica dell’età per i contenuti pornografici

I siti web che ospitano materiale pornografico o “per adulti ad alto rischio” devono ora verificare l’età degli utenti prima di consentire l’accesso. Sono finiti i tempi delle caselle da spuntare o dei semplici messaggi tipo “Hai più di 18 anni?”. Le piattaforme devono ora impiegare controlli dell’età “altamente efficaci”, come il caricamento di documenti di identità, la stima dell’età tramite riconoscimento facciale, la convalida tramite operatore telefonico o strumenti di verifica di terze parti.

I siti non conformi rischiano ingenti sanzioni o il blocco totale dell’accesso dal Regno Unito. Alcune piattaforme hanno già limitato l’accesso agli utenti britannici per evitare responsabilità legali.

Questo cambiamento allinea la normativa britannica sulla pornografia a quella dei siti di gioco d’azzardo, rendendo il Paese uno dei più severamente regolamentati per i contenuti per adulti.

Protezione dei minori dai contenuti dannosi

Le piattaforme social e i motori di ricerca — tra cui YouTube, TikTok, Instagram, Reddit, Google e X (ex Twitter) — devono ora adottare misure proattive per proteggere i minori dai contenuti dannosi.

In base ai “Children’s Codes” stabiliti da Ofcom, le piattaforme devono impedire che i minori visualizzino materiale relativo a autolesionismo, suicidio, disturbi alimentari, violenza sessuale e altri argomenti ad alto rischio. Ciò include non solo i contenuti visibili, ma anche le raccomandazioni degli algoritmi e i risultati di ricerca. Le aziende devono pubblicare valutazioni dei rischi e semplificare le segnalazioni dei post dannosi.

Il principio alla base è chiaro: le piattaforme devono ora prevenire attivamente l’esposizione, e non limitarsi a intervenire solo dopo il verificarsi di un problema.

Cosa succede se le piattaforme non si adegueranno?

Le piattaforme che non rispettano gli obblighi di legge rischiano conseguenze rilevanti. Ofcom può emettere sanzioni pecuniarie, bloccare i servizi o persino avviare azioni penali per le violazioni più gravi.

Questo vale per qualsiasi sito utilizzato dagli utenti del Regno Unito, indipendentemente dalla sua sede legale. Alcuni servizi minori hanno già scelto di bloccare i visitatori britannici piuttosto che tentare una completa conformità.

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Quali sono le principali critiche?

Non tutti sostengono la nuova legge. I critici sostengono che introduca gravi rischi per la privacy, la libertà di espressione e l’accesso alle informazioni.

Preoccupazioni per la privacy

L’obbligo di caricare documenti d’identità o di sottoporsi alla scansione facciale solleva serie questioni relative alla privacy. Si teme che tali controlli possano causare violazioni di dati, usi impropri da parte di terzi o un effetto deterrente verso le comunità che si affidano all’anonimato online, come gli utenti LGBTQ+ o i sopravvissuti a abusi.

Per le persone che cercano supporto per la salute sessuale, la salute mentale o la comunità LGBTQ+, questi controlli potrebbero scoraggiare la richiesta di aiuto online.

Dubbi sull’efficacia reale

Sebbene le norme mirino a tutelare i minori, molti sostengono che saranno facili da aggirare. Diversi analisti hanno già dimostrato come alcuni sistemi di verifica dell’età possano essere elusi in pochi secondi. VPN, piattaforme alternative e siti con sede all’estero rimangono liberamente accessibili.

I critici avvertono che la legge potrebbe creare un falso senso di sicurezza, senza riuscire a impedire agli utenti più determinati di accedere a materiale dannoso.

Libertà di espressione e conoscenza pubblica

C’è una crescente preoccupazione che l’Act possa portare a una eccessiva censura, poiché le piattaforme cercheranno di evitare sanzioni rimuovendo qualsiasi contenuto che possa apparire anche solo potenzialmente dannoso. In questo modo si rischia di sopprimere contenuti legittimi ed educativi, in particolare quelli relativi all’educazione sessuale.

I post riguardanti la contraccezione, la prevenzione delle IST o l’identità di genere potrebbero essere contrassegnati erroneamente come contenuti “per adulti”, soprattutto dai sistemi automatizzati. Ciò rischia di interrompere l’accesso a informazioni vitali, specialmente per i giovani che si affidano a Internet quando le fonti offline non sono accessibili o sicure.

Anche i forum di supporto e le comunità per la salute mentale affrontano un clima di incertezza. Gli utenti accedono spesso a questi spazi in modo anonimo, e il timore di controlli d’identità o rimozioni potrebbe scoraggiarli dal condividere le proprie esperienze.

Persino Wikipedia ha intrapreso azioni legali, avvertendo che essere equiparata a una piattaforma commerciale potrebbe imporle controlli dell’età o limiti di modifica, minacciando la sua missione di offrire conoscenza libera e pubblica a tutti.

Anche l’applicazione pratica rappresenta una sfida complessa. Piattaforme come X sono sottoposte a uno scrutinio speciale: stime interne suggeriscono che circa il 13% dei tweet contenga contenuti pornografici. L’azienda ha dichiarato che stimerà l’età in base ai modelli di utilizzo delle e-mail e agli elenchi di contatti, ma i regolatori rimangono scettici sull’affidabilità e sulla trasparenza di questo sistema.

Come si stanno comportando gli altri Paesi?

Molti altri Paesi si stanno muovendo in direzioni simili.

La Francia ha recentemente introdotto la verifica dell’età tramite documento d’identità sui siti per adulti, spingendo alcune piattaforme a bloccare l’accesso in segno di protesta. La Germania richiede da tempo restrizioni sull’età per i contenuti espliciti, sebbene l’applicazione sia disomogenea. L’Australia sta testando la stima dell’età tramite riconoscimento facciale, e alcuni Stati americani, come lo Utah e la Louisiana, hanno approvato leggi simili, affrontando tuttavia diverse sfide legali. Infine, la Cina dispone dell’Internet più controllato al mondo, dove l’accesso richiede un numero di identificazione personale utilizzato dalle autorità per monitorare ogni forma di attività online.

Cosa ci riserva il futuro?

Ofcom monitorerà la conformità delle piattaforme nei prossimi mesi. L’avvio effettivo delle sanzioni è previsto a partire dalla fine del 2025. Nel frattempo, grandi aziende come Meta stanno sviluppando nuovi metodi — come la modellazione comportamentale basata sull’intelligenza artificiale — per soddisfare gli standard di verifica dell’età senza raccogliere dati personali sensibili.
Le sfide legali proseguiranno. La causa promossa da Wikipedia potrebbe stabilire un importante precedente. Ulteriori confronti potrebbero riguardare le piattaforme di messaggistica crittografata e la trasparenza degli algoritmi.
Mentre sempre più Paesi valutano legislazioni simili, le prossime mosse del Regno Unito potrebbero influenzare non solo l’uso interno di Internet, ma anche il modo in cui le piattaforme globali decideranno di operare a livello internazionale.

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L’Online Safety Act del Regno Unito è solo l’inizio. In tutto il mondo, i governi stanno applicando regole più severe sui contenuti digitali, sulla verifica dell’età e sulla sicurezza online, in particolare per la tutela dei minori.

Ma come possono le organizzazioni rimanere conformi alle normative in continua evoluzione proteggendo al contempo utenti, dati e continuità operativa?

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In conclusione

L’Online Safety Act segna un punto di svolta nella governance degli spazi online. I sostenitori affermano che finalmente chiamerà i colossi tecnologici alle loro responsabilità, aiutando a proteggere gli utenti vulnerabili — in particolare i bambini — da danni reali.

Tuttavia, la legge solleva importanti interrogativi. Riuscirà a proteggere o sfocerà nell’eccesso di controllo? Le piattaforme potranno adeguarsi senza ricorrere alla censura preventiva? La privacy potrà sopravvivere in un web vincolato dalla verifica dell’età?

Qualunque sia l’esito, l’ambizioso esperimento del Regno Unito nella regolamentazione online è iniziato — e che diventi un modello da seguire o un monito per il futuro, il mondo sta osservando con estrema attenzione.

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Laura Bartolini

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