How to block sites: come bloccare i siti pericolosi

Published: Luglio 21, 2026

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How to block sites: blocking dangerous sites

Navigare su un sito pericoloso, sia in ufficio sia a casa, può avere conseguenze di varia natura: dai danni psicologici che determinati contenuti possono provocare nei più giovani fino alla compromissione della rete aziendale.

Oggi è possibile bloccare i siti pericolosi, in ambito domestico e professionale, grazie a strumenti e servizi efficaci che non richiedono investimenti elevati. Vediamo quali sono e come funzionano.

Quali sono i siti pericolosi da cui dobbiamo proteggerci?

Per capire come bloccare i siti pericolosi, è utile innanzitutto individuare le principali tipologie di minacce dalle quali proteggersi, sia a casa sia in azienda. Partiamo da un dato importante: malware e phishing, due delle tecniche di attacco più diffuse al mondo, raggiungono spesso il proprio obiettivo attraverso un semplice clic su un link.

Nel caso del malware, l’utente clicca su un collegamento apparentemente sicuro, dando così inizio a un attacco alla rete aziendale. Le conseguenze possono essere devastanti: un ransomware, per esempio, può bloccare l’intero sistema e rendere inaccessibili i dati, chiedendo all’azienda il pagamento di un ingente riscatto per recuperarli.

Nel caso del phishing, invece, dopo aver cliccato sul link l’utente inserisce informazioni riservate, come le credenziali dell’home banking o i dati della carta di credito, all’interno di un sito che sembra affidabile. Anche in questo caso i danni possono essere considerevoli, perché l’obiettivo dell’attacco è accedere agli account della vittima ed effettuare operazioni o pagamenti non autorizzati.

Anche le tecniche di social engineering, finalizzate a raccogliere dati personali e informazioni sensibili, possono sfruttare link fraudolenti. Lo stesso vale per la diffusione dei virus informatici. Esistono quindi numerose tipologie di attacco accomunate dall’utilizzo di collegamenti estremamente pericolosi.

Vi sono poi siti che determinate categorie di utenti non dovrebbero visitare, come quelli pornografici, quelli che incitano alla violenza, quelli contenenti materiale inappropriato o che vendono armi. È evidente che i minori e le persone più vulnerabili debbano essere protetti da questi contenuti.

Infine, un’azienda può decidere di impedire ai propri dipendenti l’accesso a determinati siti e servizi, come le piattaforme di gioco e scommesse o i social network. L’obiettivo è tutelare i lavoratori e, allo stesso tempo, preservare la produttività aziendale.

Come evitare l’accesso ai siti pericolosi

Esistono diversi sistemi per bloccare l’accesso ai siti pericolosi, ma non tutti garantiscono lo stesso livello di efficacia.

I principali browser, come Google Chrome, dispongono di sistemi gratuiti per il blocco automatico dei siti potenzialmente pericolosi. In Chrome queste impostazioni sono disponibili nella sezione “Privacy e sicurezza”, dove è possibile scegliere tra Protezione avanzata, Protezione standard o Nessuna protezione.

Anche Google protegge, entro certi limiti, la navigazione attraverso il proprio motore di ricerca e il servizio Gmail. Questa protezione, tuttavia, rimane circoscritta all’ecosistema Google. Non è garantito, per esempio, che venga bloccato un sito pericoloso raggiunto tramite un link ricevuto in una chat di Facebook sullo smartphone.

Molti servizi web includono inoltre funzioni gratuite per limitare l’accesso ai contenuti considerati pericolosi o inappropriati. YouTube, per esempio, mette a disposizione la Modalità con restrizioni, attivabile dal menu del profilo. È anche possibile impedire ad altri utenti di modificare le impostazioni del browser. YouTube Kids, invece, è un’applicazione dedicata ai più piccoli che propone contenuti selezionati e integra alcune funzionalità di controllo parentale.

Come per tutte le soluzioni di filtraggio legate a un singolo servizio, però, il blocco rimane attivo esclusivamente durante l’utilizzo di quella specifica piattaforma. Si tratta quindi di una protezione limitata, poco personalizzabile e non sempre trasparente nel funzionamento.

Per un’azienda, strumenti di questo tipo non possono offrire una sicurezza sufficiente. L’accesso a un sito pericoloso può infatti avvenire anche tramite un collegamento ricevuto via e-mail, chat o attraverso qualsiasi altro canale.

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Perché è meglio utilizzare un filtro DNS?

I limiti evidenziati dimostrano che le soluzioni gratuite non sempre garantiscono una protezione completa e affidabile, soprattutto quando è necessario bloccare i siti pericolosi all’interno di un ufficio, di una PMI o di una grande azienda.

Per proteggere la navigazione non è necessariamente indispensabile adottare soluzioni complesse e costose. Poiché molti attacchi alle reti aziendali e ai dispositivi domestici iniziano con un semplice clic, può essere più efficace investire in una soluzione specifica e affidabile.

Questa soluzione prende il nome di filtro DNS. Si tratta di un servizio che controlla le richieste di accesso ai siti web e blocca la navigazione quando rileva un indirizzo pericoloso.

Il filtro DNS rappresenta una delle soluzioni più efficaci per rendere sicura la navigazione, perché interviene direttamente a livello DNS, verificando l’indirizzo associato al server sul quale è ospitato il sito. Questo tipo di controllo consente di individuare con maggiore precisione le minacce, anche quando i siti malevoli si nascondono dietro nomi di dominio o contenuti apparentemente affidabili.

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Le caratteristiche di un filtro DNS

Non tutti i filtri DNS offrono le stesse funzionalità. Tra le caratteristiche più importanti da valutare troviamo:

  • aggiornamento frequente delle blacklist contenenti i siti da bloccare;
  • bassa latenza, ovvero un intervallo minimo tra la richiesta e la visualizzazione del sito;
  • possibilità di personalizzare il filtro in base alle proprie esigenze;
  • ampia classificazione dei siti pericolosi;
  • geoblocking, per applicare restrizioni in base alla posizione geografica dei server e bloccare i Paesi considerati maggiormente a rischio;
  • utilizzo dell’Intelligenza Artificiale per migliorare la qualità delle blacklist e ridurre il rischio di bloccare siti legittimi;
  • configurazione semplice e personalizzabile, anche con il supporto di un partner certificato del produttore.

Il filtro DNS di FlashStart offre tutte le funzionalità necessarie per garantire un servizio di elevata qualità. Supporta 85 categorie di contenuti e assicura livelli di latenza estremamente ridotti. Utilizza inoltre algoritmi di Intelligenza Artificiale per accelerare la raccolta e l’analisi dei dati relativi a DNS, domini e contenuti, imparando dai siti esaminati e individuando preventivamente quelli potenzialmente pericolosi.

I partner FlashStart di tutto il mondo riconoscono nella semplicità di configurazione e nell’elevata personalizzazione due dei principali punti di forza della soluzione.

Il filtro DNS di FlashStart si integra nativamente con Microsoft Active Directory, semplificando l’installazione e la gestione all’interno delle reti aziendali. Garantisce inoltre la protezione delle reti locali e dei dispositivi in mobilità attraverso la propria rete Anycast globale.

FlashStart protegge infine la rete aziendale dagli attacchi informatici con un prezzo altamente competitivo, anche rispetto a soluzioni di sicurezza più complesse e spesso non necessarie per le piccole e medie imprese. Proteggere la navigazione dei dipendenti rappresenta infatti un primo e fondamentale livello di difesa.

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Laura Bartolini

Head of marketing