Gestione dell’accesso a internet

Published: Settembre 4, 2023

How to block sites, ones that are dangerous or damaging in many ways

Internet Security How-to guides, ISP & WISPs, MSP, Retailers

Managing internet access

La gestione dell’accesso a Internet è ora una pratica diffusa nelle aziende, nelle scuole e nella pubblica amministrazione. Inoltre, è fortemente consigliata, non solo per monitorare la navigazione, ma soprattutto per proteggere la rete aziendale dai criminali informatici. Vediamo come farlo e quali strumenti utilizzare.

Perché gestire l’accesso a Internet

Il monitoraggio dell’accesso a Internet degli utenti su una rete aziendale è un’attività risalente. Durante gli anni ’90, la diffusione di programmi come Napster ha creato problemi alle reti universitarie. La larghezza di banda (limitata), infatti, veniva intasata dai massicci download di musica, prima, e di film, dopo. Durante quegli stessi anni, il governo americano ha approvato il Children’s Internet Protection Act (CIPA), che ha richiesto alle biblioteche e alle scuole di monitorare e bloccare la navigazione. L’obiettivo era impedire ai minori di accedere a siti pornografici o pericolosi su reti di uso pubblico, come quelle delle biblioteche o delle scuole.

Di conseguenza, i primi sistemi di monitoraggio della navigazione hanno cominciato a diffondersi. Software, che verrebbe chiamato filtri e si posizionerebbe tra il computer dell’utente e il provider di servizi Internet, blocca l’accesso, quando necessario, a determinati siti ritenuti indesiderabili.

La questione è stata poi considerata anche dalle aziende, soprattutto dopo l’introduzione dei social network. L’idea è stata sempre la stessa: monitorare la navigazione al fine di impedire l’accesso a determinati siti e servizi che in qualche modo “distraggono” gli utenti durante le attività lavorative.

Infine, nell’ambiente domestico, il controllo dell’accesso a Internet è diventato un problema da affrontare, al fine di impedire ai minori di finire su siti inappropriati. Stiamo parlando di siti di pedopornografia, siti che glorificano la violenza, vendita di armi, tutto ciò che, in breve, potrebbe essere pericoloso per qualche motivo.

Con la diffusione del BYOD (Bring Your Own Device), ovvero la pratica di utilizzare un computer o uno smartphone sia per attività personali che lavorative, e il conseguente rischio che i bambini “giochino” con i computer aziendali, l’utilizzo di strumenti di controllo della navigazione è diventato ancora più importante.

Oggi, il monitoraggio della navigazione diventa critico per un motivo aggiuntivo: proteggere la rete aziendale dagli attacchi informatici. Sappiamo che molto spesso gli attacchi informatici vengono perpetrati inviando un collegamento. Da un’email di phishing, o da un messaggio ricevuto via chat, anche da persone che si conoscono, sfruttando tecniche di ingegneria sociale si invita l’utente a fare clic su un sito, solo per farlo cadere in una trappola. Il contenuto della pagina di destinazione, infatti, potrebbe contenere del codice dannoso che si auto-installerà sul dispositivo e terrà i dati in ostaggio. Inoltre, dalla stessa pagina, si potrebbe invitare l’utente a condividere dati personali, come un nome utente e una password per accedere all’home banking.

È chiaro, a questo punto, che gli strumenti di controllo dell’accesso a Internet sono necessari, sia a casa che nelle aziende, nelle scuole e nella pubblica amministrazione. Inoltre, è importante sottolineare che la legge stabilisce che l’operatore di una rete aziendale ha il diritto di controllare la navigazione degli utenti, proteggendo la loro privacy, ovvero senza archiviare in alcun modo documenti personali o siti visitati.

Gestione dell'accesso a internet

Gestire l’accesso a Internet con i filtri

Il controllo parentale è un servizio sempre più popolare e, molto spesso, gratuito. Lo troviamo su YouTube, Google Chrome, Netflix e Sky, ad esempio. Inoltre, come accennato, sarà presto fornito gratuitamente dai provider di accesso a Internet. I servizi di controllo parentale non sono altro che servizi che filtrano la navigazione. Tuttavia, attenzione, il fatto che siano gratuiti inevitabilmente li rende limitati.

Il controllo dell’accesso a Internet, o della navigazione, viene effettuato attraverso un servizio chiamato filtraggio della navigazione. In generale, il funzionamento è molto semplice. Il filtro entra in azione non appena l’utente fa clic su un collegamento, indipendentemente da come è stato ricevuto (via email, via chat, via SMS su un computer, smartphone o tablet). Il filtro “prende il controllo” dell’URL richiesto e esegue un controllo molto veloce, in pochi millisecondi, consultando una o più liste nere, elenchi di siti registrati come pericolosi. Se il sito non appare in una lista nera, il filtro dà il via libera e consente la navigazione, il tutto senza che l’utente conosca il ritardo risultante dal controllo.

Può accadere in alcuni casi che sia necessario un blocco totale dell’accesso a Internet. Anche se questa è una pratica rara, su alcune reti aziendali particolarmente sensibili, potrebbe essere necessaria. Tuttavia, deve essere detto che il rapporto tra il vantaggio del blocco totale e lo svantaggio di operare senza connessione è un prezzo decisamente alto da pagare in termini di produttività, soprattutto oggi quando la maggior parte delle applicazioni aziendali funzionano come servizi web.

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Scelta di un filtro per monitorare l’accesso

Avendo spiegato come funziona un filtro che controlla l’accesso a Internet, comprendiamo rapidamente quali sono i limiti dei controlli parentali preimpostati. Innanzitutto, il filtro funziona solo per il servizio specifico utilizzato. Ciò significa che il filtro di Google Chrome funziona solo su Google Chrome, oppure il filtro di YouTube solo su YouTube. Inoltre, questi sono filtri facilmente disabilitabili e non personalizzabili, rendendoli inadatti alle aziende, e, infine, si basano su liste nere non sempre accurate o aggiornate.

In breve, c’è filtraggio e poi c’è filtraggio per la gestione dell’accesso a Internet, e sceglierne uno a pagamento è la scelta migliore. Questo perché, in ogni caso, c’è la necessità di un filtro di contenuto che sia personalizzabile, difficile da disabilitare, e che si basi su un database completo e aggiornato. I costi generalmente non sono alti e, cosa più importante, per il lavoro di protezione dagli attacchi informatici che sono in grado di fare, sono assolutamente giustificati.
Tra tutti i filtri a pagamento disponibili sul mercato, è meglio sceglierne uno DNS. Un filtro DNS verifica la qualità del server che ospita un determinato sito web, che corrisponde a un cosiddetto indirizzo IP. Con il filtraggio DNS, non si rischia di cadere nei trucchi che le persone malintenzionate possono usare nel mascherare i nomi di dominio di un sito, i contenuti delle pagine web, o nel cambiare il percorso tra la richiesta e il sito. Il filtraggio DNS verifica se l’indirizzo di quel server è nella lista nera e, se il controllo ha esito positivo, blocca l’accesso al contenuto.

Gestione dell'accesso a internet

Il filtro DNS, la scelta migliore

Molti filtri DNS sono troppo sofisticati, complessi da installare e gestire, e costosi. Tuttavia, ce ne sono di perfetti per l’uso domestico, per la pubblica amministrazione e le istituzioni educative. Il filtro DNS di FlashStart è una scelta adatta a chi vuole un servizio di monitoraggio della navigazione facile da configurare, personalizzare e sempre aggiornato.
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Il filtro DNS di FlashStart analizza attentamente tutte le fermate su un percorso che effettua una richiesta per accedere a un sito. Il filtro utilizza anche algoritmi di machine learning per escludere a priori percorsi pericolosi, accelerando così il controllo. Inoltre, FlashStart è in grado di utilizzare record DNS più aggiornati e più affidabili nell’analisi dei percorsi da utente al sito richiesto.

Capace di filtrare circa due miliardi di query di siti web, FlashStart DNS protegge la navigazione di venticinque milioni di utenti ogni giorno, è presente in più di 140 paesi in tutto il mondo e in circa diecimila aziende, scuole e amministrazioni pubbliche, ed è fornito, anche sotto forma di servizio, da 700 partner certificati. Inoltre, FlashStart DNS è sempre più adottato dai Provider Internet Italiani che devono conformarsi alla legge relativa alla protezione della navigazione dei bambini.

In conclusione, perché scegliere il filtro DNS di FlashStart per controllare l’accesso a Internet? Riassumiamo i suoi sette punti distintivi:

  • Aggiornamento frequente delle liste nere: FlashStart verifica 200 mila nuovi siti al giorno.
  • Latenza bassa garantita (il che significa la velocità tra richiesta e accesso).
  • Novanta categorie di siti dannosi e geoblocking per isolare i paesi pericolosi.
  • Utilizzo dell’intelligenza artificiale per migliorare la qualità delle liste nere e per la latenza.
  • Facilità di configurazione e gestione.
  • Integrazione nativa con Active Directory di Microsoft per accelerare il lavoro degli amministratori di sistema nelle scuole, istituzioni e PMI.
  • Protezione LAN worldwide e roaming su endpoint via rete Anycast.

Valerio Mariani

Blogger and journalist