Che cos’è lo Spoofing del DNS? Vediamo di cosa si tratta esattamente e perché è pericoloso per la navigazione, da casa o persino su una rete aziendale. Non è un rischio che dovrebbe essere sottovalutato, perché se ti butti a testa bassa in uno Spoofing del DNS diventerai una preda facile per il phishing, i trojan o il malware, tutto ciò che può essere risolto scegliendo un buon sistema di filtro URL basato sul DNS.
1. Che cos’è lo Spoofing del DNS
Per lo Spoofing del DNS, anche chiamato ‘avvelenamento della cache del DNS’, stiamo parlando di un particolare tipo di attacco che mira a modificare l’elenco DNS per reindirizzare il traffico web verso siti pericolosi. Per comprendere questa definizione, è importante che prima spieghiamo cosa sono i DNS e come giocano un ruolo durante la navigazione.
Il DNS (Domain Name System) è spesso definito come la rubrica telefonica di Internet. Più precisamente, è un sistema di denominazione gerarchico decentralizzato che viene utilizzato per identificare i computer e i servizi che possono essere raggiunti online. Generalmente ci sono due modi per accedere a un sito web o a una pagina web. Possiamo digitare il nome di dominio del sito (flashstart.com) direttamente nella barra di navigazione del browser (Google Chrome) oppure possiamo attivare l’apertura automatica del programma di navigazione (browser) con una pagina link che potremmo aver ricevuto in precedenza tramite email o chat.
Nel momento in cui, nella barra di navigazione del browser, digiti flashstart.com e premi invio, il browser trasforma (risolve) automaticamente il nome di dominio in un indirizzo IP, questo perché il computer riconosce l’IP – una successione di tre gruppi di terzine e una coppia di numeri – e non una stringa di lettere. In realtà, il browser chiede al Provider Internet che utilizziamo di interrogare il servizio di risoluzione DNS, di cui parleremo presto, e convertire i nomi di dominio in una sequenza di numeri.
Nel caso di flashstart.com, l’indirizzo IP è 151.139.128.11. Ciò significa che il programma di navigazione si connette al server che ha quell’indirizzo e ospita il sito flashstart.com. In particolare, le prime tre parti dell’IP, nel caso di indirizzi come lpv.4, corrispondono a un ID di rete, l’ultima all’ID host, il computer stesso.
Dovremmo però sottolineare che non esiste una corrispondenza uno-a-uno tra l’IP e il nome di dominio. Ad esempio, con l’indirizzo IP 151.139.128.11 corrispondono 44mila siti che sono ospitati dallo stesso server. Quindi, il DNS è il modo in cui un nome di dominio è associato a un IP. Tuttavia, il DNS è anche il protocollo che regola il funzionamento del servizio. Il sistema è stato introdotto nel 1983 e le sue origini specifiche sono descritte nel protocollo RFC 882. L’RFC (Request For Comment) è il documento in cui è spiegato in dettaglio come dovrebbe funzionare il sistema DNS.
Praticamente parlando, il sistema DNS è un registro universale, un database distribuito da server DNS (nameserver) che sono categorizzati innanzitutto in estensioni di dominio (.com, .it, .edu). Per ogni dominio c’è un ‘contenitore’ che archivia le informazioni del dominio ed è in grado anche di attingere alle informazioni di altri domini che non sono archiviati. Tra le informazioni (record del database), ovviamente, la più importante è l’indirizzo IP che corrisponde al nome di dominio, l’informazione che il browser riceve per accedere al sito richiesto.
I nameserver in tutto il mondo che archiviano e si occupano dei nomi di dominio, categorizzati secondo le loro estensioni di dominio (tecnicamente zona radice DNS) sono chiamati nameserver radice e ce ne sono 13 nel mondo. Inoltre, nel percorso tra il computer e il sito che deve essere raggiunto, incontri vari nameserver, quindi basta modificare il registro intermedio per cambiare la direzione del viaggio di navigazione.
In un attacco come lo Spoofing del DNS, i criminali informatici compiono un’azione molto semplice: modificano un elenco DNS in modo tale da cambiare la corrispondenza dell’indirizzo IP di un sito e del nome di dominio. In questo modo, il browser pensa di connettersi a un sito che corrisponde a un certo indirizzo ma, in realtà, finisci su un sito pericoloso.

2. Conseguenze dello Spoofing del DNS
Di solito, attraverso lo Spoofing del DNS, l’utente finisce su un sito, o una pagina che effettivamente sembra essere quella richiesta ma in realtà non lo è. La conseguenza più comune è quindi il phishing. L’utente, ad esempio, riceve un messaggio email o un SMS che lo invita ad accedere il più rapidamente possibile a una certa pagina web. Una volta collegato a quella pagina ti vengono chieste le tue credenziali, ad esempio il tuo nome utente e la password per il tuo conto corrente online o i dettagli della carta di credito.
Se questi vengono inseriti, i criminali informatici entrano in possesso delle tue credenziali e accedono al tuo conto corrente online, potrebbero persino vendere queste informazioni sul Dark Web. Sono anche in grado di fare acquisti su un sito truffa o persino offrire le tue credenziali per accedere a software per servizi aziendali, mettendo in difficoltà l’intera azienda. È importante sottolineare che, per diventare una vittima di malware o trojan installati, tutto ciò che devi fare è visualizzare una certa pagina, non devi nemmeno interagire con essa (facendo clic su un collegamento o compilando determinati campi).
Dovremmo anche dire che un attacco di Spoofing del DNS è particolarmente raffinato e richiede una certa astuzia, quindi gli attaccanti stessi li eseguono se il gioco ne vale la pena. In realtà, lo Spoofing del DNS viene utilizzato per modificare, in modo permanente, il percorso verso un determinato dominio, catturando così il maggior numero possibile di vittime. Se l’obiettivo è rubare le credenziali di accesso del conto corrente online, tutto ciò che serve è un SMS che contiene un collegamento ‘breve’ – come un bit.ly – in cui non puoi leggere chiaramente il percorso del collegamento. Più spesso di frequente è tutto ciò che serve per catturare le vittime.
Nel caso di attacchi più organizzati, nel messaggio di ‘esca’ potrebbero inserire un URL corretto che è quello previsto, che viene poi reindirizzato a una pagina diversa che è stata ricostruita graficamente per assomigliare perfettamente a quella corretta. Il reindirizzamento avviene grazie all’alterazione dell’elenco DNS.
I metodi per eseguire attacchi come lo Spoofing del DNS sono due: il Man in the Middle (MITM) e il compromesso del server DNS. Nel primo caso intercetti la comunicazione tra l’utente e il server DNS e poi reindirizzare verso un sito di minaccia. Nel secondo modifichi i registri DNS e li configuri alterando l’associazione tra nomi e domini quindi indirizzandoli verso siti pericolosi.
>> FlashStart ti protegge da una vasta gamma di minacce e blocca l’accesso ai siti pericolosi? Richiedi un preventivo oppure tprovalo ora
3. Come difendersi dal DNS Spoofing
È chiaro che cadere in un attacco di DNS Spoofing non è uno scherzo e può portare conseguenze molto pericolose, vediamo come possiamo difenderci. Nel caso del DNS Spoofing devi essere molto vigile. Questo perché l’alterazione di un percorso viene effettuata in modo totalmente trasparente per l’utente. Non puoi sapere in anticipo cosa accadrà quando chiederai di accedere a un sito, quale percorso seguirai e se il percorso sarà sicuro.
Per questo motivo, è necessario fidarsi di uno strumento di filtro di navigazione a livello DNS. Se valido, tra poco spiegheremo cosa intendiamo con ciò, il sistema noterà che qualcosa non va durante il corso della richiesta. Oppure, nella maggior parte dei casi, il filtro bloccherà l’accesso ai siti fraudolenti una volta che avrà notato che sta prendendo un percorso pericoloso. In questo caso, l’utente potrebbe non avere una spiegazione del perché non riesce ad accedere a un determinato sito, o addirittura immaginare un ‘falso negativo’ del filtro. Tuttavia, nel 99% dei casi devi avere fiducia: il filtro ha sempre ragione.
>> FlashStart è il leader nella competitività? Richiedi un preventivo oppure tprovalo ora

4. Perché utilizzare un filtro DNS
Un buon modo per proteggere la tua azienda dal DNS Spoofing è utilizzare un filtro DNS. Cosa significa? La soluzione, disponibile anche in cloud, è stata studiata per bloccare l’accesso a qualsiasi sito che rappresenta un rischio. Senza entrare troppo in tecnicismi, tutto quello che devi sapere è che un filtro DNS è il più preciso.
Un filtro DNS controlla la ‘bontà’ di un server, quello che ha quell’indirizzo particolare, non cadendo negli inganni che i cattivi malintenzionati possono usare per falsificare nomi di dominio e contenuti di pagine web. Il filtro DNS controlla se un indirizzo da quel server è incluso in una blacklist o no, se lo è bloccherà immediatamente l’accesso.
FlashStart offre varie soluzioni di filtraggio DNS disponibili per aziende, scuole e istituzioni, anche per uso domestico. È un’alternativa potente ed economica. Inoltre, il valore della soluzione FlashStart è misurato soprattutto nell’analizzare tutti gli stop lungo il percorso di qualcuno che effettua una richiesta di accesso a un sito. La qualità del servizio risiede nella capacità di utilizzare algoritmi di machine learning per escludere in anticipo percorsi pericolosi. Non solo, FlashStart è in grado di monitorare e verificare costantemente i registri DNS che verranno incontrati lungo il cammino.
Capace di filtrare 2 miliardi di query di siti web, FlashStart DNS protegge la navigazione di 25 milioni di utenti ogni giorno, è presente in più di 150 paesi in tutto il mondo e in circa 12 mila aziende, scuole e pubbliche amministrazioni e viene distribuito, sotto forma di servizio, da 700 partner certificati.
Vediamo le caratteristiche esclusive del Filtro DNS FlashStart
» Aggiornamenti frequenti della blacklist: FlashStart verifica 200 mila nuovi siti ogni giorno
» Latenza bassa garantita
» Ampie possibilità di personalizzazione delle soluzioni
» 90 categorie di siti dannosi così come Geoblocking per isolarne i paesi considerati pericolosi
» Utilizzo dell’Intelligenza Artificiale per migliorare la qualità della blacklist nonché la latenza
» Facile da usare riguardante la configurazione e la gestione
» Integrazione nativa con Active Directory di Microsoft per velocizzare il lavoro di amministrazione di sistema di scuole, istituti e piccole aziende
» Protezione LAN mondiale e roaming dell’endpoint tramite la rete Anycast
>> FlashStart è totalmente in cloud e facilmente attivabile? Richiedi un preventivo oppure tprova adesso
Puoi attivare la protezione FlashStart® Cloud su qualsiasi tipo di Router e Firewall per proteggere i dispositivi desktop, mobile e IoT sulle reti locali.

