FlashStart: il filtro DNS per ISP e MSP che integra blocklist

Published: Marzo 14, 2023

How to block sites, ones that are dangerous or damaging in many ways

Improving Internet security using FlashStart, ISP & WISPs, MSP

FlashStart: The DNS filter for ISPs and MSPs that integrates block lists

La scelta tra il monitoraggio dei contenuti Internet e la garanzia della totale libertà dalla censura online è stata un tema scottante per decenni, non solo tra i provider di ISP e connessione, ma anche per coloro che devono governare e prendere una posizione politica.
Oggi, sempre più persone supportano la necessità di una supervisione per evitare che il web diventi un luogo anarchico e altamente pericoloso per tutta l’umanità.
Inoltre alle motivazioni etiche e sociologiche, l’intelligenza dei contenuti è anche una questione tecnica sempre più necessaria. Infatti, sono proprio gli ISP che si trovano costantemente con IP pubblici inseriti in liste nere, poiché gli utenti si imbattono ripetutamente in pagine compromesse e l’IP perde reputazione, causando rallentamenti e restrizioni.
Insieme, cercheremo la soluzione migliore affrontando i seguenti argomenti in ordine:

1. I dati che indicano la necessità di un Internet più sicuro

Cinque miliardi su otto miliardi di abitanti che si connettono a Internet ogni giorno è una cifra che da sola dovrebbe allertare il pubblico sui pericoli della navigazione incontrollata. Se consideriamo poi che 4,7 miliardi utilizzano i social network, che la connessione Internet media dura circa sette ore, e che i contenuti illeciti e moralmente discutibili stanno crescendo esponenzialmente, allora la probabilità di imbattersi in pagine inappropriate durante la giornata diventa sempre più una certezza, soprattutto per il segmento più giovane che ha triplicato la sua presenza online in un decennio.
Sistemi di parental control, filtri di ricerca sicura implementati da vari browser, e le politiche di vari social network non sono sufficienti a frenare i pericoli della navigazione inappropriata.

Le nuove generazioni di nativi digitali sono abituate ad aggirare i sistemi di controllo e, di conseguenza, sono più esposte a contenuti inappropriati che potrebbero avere un impatto negativo sulla loro crescita.
Oltre al danno psicologico ed educativo per i minori, dovrebbe essere evidenziato un altro serio problema. La criminalità, in generale, si sta spostando dalle strade al web, perché le attività online illecite sono sempre più redditizie, che si tratti di ricatti e furto di dati o vendite illegali.

Per questo motivo, molti governi in tutto il mondo si stanno allineando a favore dei controlli online e dei sistemi di protezione. Molte amministrazioni conducono attività di intelligence sul web, raccogliendo report attraverso agenzie di polizia e strumenti che monitorano la regolarità delle telecomunicazioni, e elaborano vere e proprie liste di pagine web pericolose.
Abbiamo menzionato alcuni esempi all’inizio, vale a dire Indecopi “lista negra” (Perù) e le blocklists di CTIRU (Regno Unito), AGCOM Dogane e Monopoli Blacklists (Italia), ecc.

2. Limitazioni delle blocklists rispetto al filtraggio DNS con AI

Ci sono differenze sostanziali nell’efficacia quando l’intelligenza di navigazione è affidata a una piattaforma avanzata e globale, come quella di FlashStart, piuttosto che a un sistema di filtraggio basato su una lista nera governativa.
Ogni paese ha la propria cyber threat intelligence, affidata ad agenzie ed entità che investigano principalmente nella loro area di competenza. Le liste nere governative sono quindi focalizzate su hacking, frodi, contenuti sensibili, o altro, a seconda dell’attività principale dell’agenzia.

FlashStart, d’altra parte, scansiona continuamente l’intero web con Machine Learning e ha già categorizzato tutte le pagine attive in ottantacinque categorie selezionabili al fine di prevenire l’accesso DNS a domini che svolgono determinate attività. Il filtraggio non mira solo a categorie di malware, pirateria e contenuti illeciti. Gli utenti di FlashStart possono, ad esempio, bloccare l’accesso a pagine pornografiche come scelta etica personale gratuita, o addirittura limitare l’uso di giochi, musica, sport o social network in azienda, che in sé non hanno nulla di illecito o immorale, ma che potrebbero essere indesiderabili come fonte di distrazione e, quindi, di inefficienza.

Il filtraggio DNS di FlashStart basato su malware e contenuti offre quindi opzioni di personalizzazione molto più ampie rispetto ai database della lista nera di Indecopi o di CTIRU, AGCOM Dogane e Monopoli Blacklists, ecc.
Oltre all’ampia gamma di contenuti filtrabile, il secondo aspetto che favorisce la prevenzione DNS rispetto alle blocklists riguarda l’efficacia spazio/tempo.
L’Indecopi blacklist e le blacklists di CTIRU, AGCOM Dogane e Monopoli, ecc.“, sono il risultato delle esigenze di protezione dei singoli paesi e contengono indirizzi di pagine web pericolose da tutto il mondo che sono stati raccolti da report interni, verificati dai loro organi. Per quanto internazionali possano essere gli indirizzi inseriti in lista nera, stiamo ancora parlando di una lista governativa statica e limitata che non è in alcun modo paragonabile al sondaggio DNS di FlashStart, che da anni utilizza l’intelligenza artificiale per scansionare tutti i siti attivi ed è stato catalogando tutti i domini appena creati.

FlashStart offre addirittura un’opzione per bloccare preventivamente i domini appena creati, proprio per evitare qualsiasi rischio e permettere all’intelligenza artificiale di analizzare la loro attività in dettaglio per trenta giorni prima di assegnare la categoria pertinente. I database della lista nera di Indecopi e le blocklists di CTIRU, AGCOM Dogane e Monopoli, ecc., sono aggiornati molto raramente e, quindi, offrono una protezione limitata rispetto ai filtri DNS.


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3. FlashStart integra “Indecopi lista negra” e blacklists di CTIRU, AGCOM Dogane e Monopoli (Italia), ecc.

Da quando il sondaggio DNS con Machine Learning è enormemente più ampio della raccolta di rapporti da parte di un’agenzia governativa, sorge la domanda sul perché FlashStart integri tali elenchi.
I domini inclusi nelle liste nere governative sono già stati catalogati da FlashStart, quindi non aumentano effettivamente il livello di sicurezza della piattaforma; offrono solo più opzioni di configurazione. Alcuni paesi richiedono legalmente agli ISP o alle istituzioni governative di filtrare determinate pagine, quindi FlashStart, preoccupandosi di offrire il massimo livello di personalizzazione, include tali elenchi tra le opzioni che possono essere attivate dal suo pannello di controllo.

Gli ISP, gli MSP e i fornitori di connettività, in generale, saranno in grado di abilitare la protezione richiesta nei loro paesi semplicemente facendo clic sulla lista nera pertinente tra le opzioni disponibili nel pannello di controllo FlashStart.
Senza questa opzione, gli ISP dovrebbero cercare di far corrispondere le categorie di filtro con quelle censurate dal governo e verificare che tutti i domini nella lista nera corrispondano, un compito dispendioso in termini di tempo risparmiato dal pannello di controllo di FlashStart, dove basta un solo clic.

Allora, a questo punto, perché non sono stati integrati gli elenchi di tutti i paesi?
Perché, in realtà, molti governi preferiscono non divulgare i loro sondaggi. Se un governo non li rende pubblici, tuttavia, non può nemmeno richiedere ai fornitori di servizi Internet di utilizzarli. Se i fornitori non sono tenuti, l’intelligence di FlashStart non ne ha bisogno, e quindi non sono integrati…. molto semplice.

Ora esaminiamo più in dettaglio le liste nere governative menzionate.

3.1 Liste nere Indecopi (Perù)

Indecopi, cioè “Instituto Nacional de Defensa de la Competencia y de la Protección de la Propiedad Intelectual”, è l’organo peruviano incaricato di difendere i diritti di proprietà intellettuale, dai marchi e brevetti ai diritti d’autore, alle invenzioni e alla biotecnologia. Il lavoro di Indecopi è riconosciuto come uno standard culturale per l’imprenditoria equa e libera in Perù, quindi la sua “lista negra” è una raccolta di situazioni nel web che rappresentano una minaccia diffusa all’economia e alle persone.

3.2 Lista nera CTIRU (Regno Unito)

La Counter-Terrorism Internet Referral Unit – CTIRU – è il dipartimento della Metropolitan Police responsabile della rimozione di illegalità legate al terrorismo da Internet, con focus sui contenuti sul territorio britannico. Il lavoro di censura viene condotto sulla base della legislazione britannica (Terrorism Act 2000 e 2006). La lista nera CTIRU è sostanzialmente un database aggiornato di URL che si impegnano in attività illegali ma che non possono essere rimossi perché si trovano in domini esteri e, quindi, al di fuori della giurisdizione del Regno Unito.

3.3 Lista nera AGCOM Dogane e Monopoli (Italia)

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni – AGCOM in Italia – è un organo indipendente riconosciuto per legge, con compiti di vigilanza e regolazione nel campo delle comunicazioni di qualsiasi natura: elettroniche, audiovisive, editoriali, postali e, più recentemente, anche online. Il Parlamento italiano concede all’AGCOM i poteri e i limiti entro i quali può condurre ispezioni del traffico dati e, di conseguenza, compilare liste nere di pagine web con attività illegale.
Le proposte recenti includono il contrasto alla pirateria mediante il blocco degli indirizzi IP segnalati e l’obbligo per gli ISP di fornire filtri parentali gratuiti per proteggere i minori.

4. La migliore protezione

Abbiamo immediatamente sollevato il dibattito tra la libertà online e la censura necessaria, sottolineando che le attività online illegittime sono all’ordine del giorno oggi, insieme ai contenuti inappropriati.
La probabilità di phishing con furto di dati, sollecitazione, compromesso da malware o accesso a contenuti segnalati è molto alta per gli utenti finali sempre più connessi. Allo stesso tempo, c’è una maggiore probabilità che gli IP pubblici utilizzati finiscano per essere inseriti nella lista nera e che l’utente si trovi di fronte a rallentamenti, fastidiose richieste di captcha e caselle di posta che finiscono nello spam perché provengono da indirizzi compromessi.

Per evitare costanti richieste di supporto e intasamento dei servizi di assistenza, molti ISP in tutto il mondo si rivolgono a FlashStart, così come gli MSP delle grandi aziende, delle agenzie governative e delle istituzioni educative.
Il filtro DNS dell’intelligenza artificiale di FlashStart è efficace, sempre aggiornato e facilmente programmabile. È anche tra i più veloci e stabili a livello globale, si installa in pochi minuti, ed è così conforme alle normative che integra liste nere governative nazionali, alcuni esempi delle quali abbiamo menzionato.

Un altro vantaggio cruciale di FlashStart rispetto ai suoi concorrenti americani è che, essendo il leader europeo nella sicurezza DNS, ha un approccio multilingue, il che significa che il suo sito e il pannello di controllo non sono solo in inglese, ma anche in spagnolo, tedesco e italiano, e offre supporto tramite chat continuo, non attraverso bot.


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Laura Bartolini

Head of marketing