Attacchi bot e frodi

Published: Gennaio 21, 2023

How to block sites, ones that are dangerous or damaging in many ways

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Anti-malware DNS for Preventing Cyberattacks

Secondo alcune stime, il traffico internet generato da bot influenza fino al 50% del traffico internet totale mondiale. Ma cosa sono i bot? Perché è importante proteggere le proprie reti dagli attacchi bot e dalle frodi? In questo articolo discutiamo cosa sono i bot, quando possono avere effetti positivi, e comeFlashStart ci aiuta a proteggere le nostre reti dagli attacchi bot e dalle frodi.

1.Bot: cosa sono?

I bot e, in particolare,i bot internet, sono programmi che completano automaticamente attività specifiche. Funzionano attraverso internet e, al giorno d’oggi, sono così diffusi da aver portato alla creazione di un vocabolario specifico. Ad esempio, “traffico bot” è usato per riferirsi al traffico generato da questi programmi automatizzati verso siti, piattaforme o applicazioni specifiche.
Non è noto con certezza quale porzione del traffico internet mondiale sia correlata ai bot, ma vari siti segnalano stime che variano dal 30 al 50 percento, quindi una percentuale molto alta.

E, sebbene oggi la parola bot sia spesso associata a immagini mentali negative,il termine bot si riferisce a uno strumento neurale che, di per sé, non è né buono né cattivo ma semplicemente si occupa di eseguire compiti relativamente semplici e altamente ripetitivi a una velocità estremamente elevata.

1.1Googlebot: un esempio di bot utili agli utenti

Piattaforme come Google e Facebook utilizzano i bot “per il bene”, cioè per fornire un servizio migliore a beneficio dell’utente. Nel caso di Google, ci sono dueGooglebots, anche chiamatiweb crawler, che la piattaforma utilizza per eseguire azioni ripetitive il cui risultato è volto a migliorare l’esperienza degli utenti:

» Googlebot per desktop: un crawler desktop che simula un utente che utilizza un computer desktop
» Googlebot per smartphone: un crawler mobile che simula un utente che utilizza un dispositivo mobile.

Questi due strumenti, e in particolare il secondo, in linea con il fatto che stiamo continuando a muoverci verso l’uso di dispositivi mobili per accedere al web, si occupano di esplorare regolarmente il web e trovare nuove pagine da “indicizzare,” cioè da aggiungere agli indici dei risultati di ricerca di Google. In questo caso, automatizzare il programma è utile perché rende i nuovi risultati disponibili più certamente e velocemente nelle ricerche Google degli utenti.

Facebook offre un servizio simile, chiamatoSomiibo, che gestisce la gestione automatica delle pagine Facebook con l’obiettivo di espandere l’audience di utenti interessati alla pagina e offrire un’intera gamma di servizi che si orientano verso il marketing automatico.


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2.Attacchi bot e frodi: come funzionano?

Gli attacchi bot e le frodi” si riferisce a tutti i tipi di frode online eseguiti con l’aiuto di o facilitati da bot dannosi. Stiamo veramente parlando di “bot truffa,” attacchi che funzionano a un ritmo estremamente veloce, molto più veloce di quanto un umano possa, e che si rivelano redditizi a vari livelli della catena:

» Durante la fase preparatoria dell’attacco, i bot sono utili per condurre analisi esplorative ultra-veloci volte a conoscere la vulnerabilità di un dato sito web;
» Durante l’attacco vero e proprio, i bot vengono utilizzati per automatizzare i processi dell’attacco, ad esempio, attraverso tentativi di phishing automatizzati;
» A livello di infrastrutture anti-attacco, i bot aiutano i criminali a eludere i controlli simulando il comportamento umano per aggirare le misure di sicurezza anti-bot.

Gli attacchi tramite bot e le frodi vengono condotti con l’aiuto di tecnologie come intelligenza artificiale e machine learning, che sono le stesse impiegate dai sistemi utilizzati per prevenire questi attacchi. Nel caso di un attacco, il bot interagisce con un soggetto online, come un sito di shopping online, come farebbe un essere umano, e l’efficacia dell’attacco è dovuta alla velocità e al volume dei tentativi ripetuti a intervalli molto brevi. Una volta che il sistema è in movimento, basta un solo tentativo riuscito per avere effetti dirompenti sull’azienda target.

In alcuni casi, gli attacchi non hanno lo scopo di portare un rapido vantaggio economico all’attaccante ma, piuttosto, di rendere possibile un attacco in un momento successivo. In questi casi, l’attacco tramite bot serve solo a rendere fattibile l’attacco vero e proprio, che avviene successivamente. Un esempio è un attacco che viene utilizzato per creare profili falsi su piattaforme di e-commerce, da cui la vera frode inizierà successivamente.


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3. Tipi di attacchi tramite bot e frodi

Gli attacchi e le frodi tramite bot possono assumere varie forme e sono di natura diversa.

3.1 Account Takeover: acquisizione profilo

In questo tipo di attacco, l’hacker utilizza un attacco tramite bot per ottenere l’accesso a profili legittimi. L’attacco può presentarsi in due forme:

» Risoluzione delle credenziali (credential cracking): in questo caso, c’è un attacco brute force mirato ad ottenere le credenziali di un utente. Nella sua forma più semplice, questo attacco prova tutte le possibili combinazioni numeriche per arrivare a quella corretta. Questo attacco può avere effetti dirompenti, specialmente nel caso di pin code esclusivamente numerici.

» Manipolazione delle credenziali (credential stuffing): in questo caso, l’attaccante possiede già credenziali valide – che, ad esempio, ha acquistato sul dark web – e utilizza il bot per testarle su molti altri siti, sperando che l’utente abbia utilizzato la stessa combinazione di nome utente e password su più piattaforme.

Attraverso questi attacchi, gli hacker possono quindi approfittare dei dati personali dell’utente e, specialmente nel caso di piattaforme che si affidano alle carte di credito dell’utente per il loro utilizzo, godere dell’uso delle risorse altrui.

3.2 Iniezioni SQL

Un SQL injection consente l’accesso non autorizzato al pannello di controllo di un sito web, procedendo a pubblicare contenuti indesiderati o addirittura infettare gli utenti del sito con altri malware. L’accesso ai database su cui si basano i siti comporta anche, in alcuni casi, l’accesso diretto a informazioni riservate degli utenti del sito, come informazioni di credito e documenti di identità.

3.3 Abuso di API

Abuso di API si riferisce all’uso improprio di informazioni che un hacker può eseguire quando ottiene accesso a un’Interfaccia di Programmazione Applicativa (API in breve). Le API vengono utilizzate a livello di programmazione per costruire ponti tra due software o applicazioni e definiscono tutti i dettagli su come la comunicazione e lo scambio di dati tra le due applicazioni dovrebbe avvenire. Pertanto, l’utilizzo di un bot per attaccare un’API significa ottenere accesso alle informazioni su più lati e anche garantire che le informazioni provenienti da più fonti possano essere unite.

4. FlashStart: il valido alleato contro gli attacchi bot e le frodi

FlashStart propone un servizio di filtrazione web basato su DNS che mira a bloccare gli attacchi alla fonte. Il DNS funziona a livello di risoluzione di un sito internet: quando l’utente digita il sito che desidera raggiungere nella barra di ricerca, il protocollo DNS converte il testo in numeri, quindi, in un “linguaggio” comprensibile al web, e di conseguenza “risolve” il dominio, reindirizzando l’utente alla pagina desiderata.

FlashStart agisce come un checkpoint in questa fase: verifica se il sito che l’utente sta cercando è affidabile o meno, e, se non lo è, blocca la risoluzione del dominio. Per eseguire le verifiche, FlashStart si affida completamente al suo cloud in cui ci sono elenchi di contenuti pericolosi, indesiderati o distraenti che, pertanto, dovrebbero essere bloccati. Questi sono i FlashStart blacklist, più di ottantacinque in numero, che il sistema utilizza per garantire la migliore protezione dagli attacchi bot e dalle frodi.

4.1 FlashStart: l’intelligenza artificiale sempre al tuo servizio

FlashStart utilizza intelligenza artificiale algoritmi per scansionare continuamente il web alla ricerca di nuove minacce, inclusi malware, tentativi di attacchi di phishing e bot dannosi. L’intelligenza artificiale di FlashStart scansiona fino a 200 mila siti ogni giorno e supporta ventiquattro lingue diverse.

Inoltre, grazie ai meccanismi di apprendimento automatico, lo strumento è in grado di emulare il ragionamento della mente umana, che gli permette di imparare dall’esperienza precedente e diventare sempre più agile e accurato nella sua analisi.


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4.2 FlashStart: il filtro DNS web che garantisce una protezione completa

FlashStart ti protegge da un’ampia gamma di contenuti. In effetti, lo strumento garantisce il blocco di tre tipi di contenuti:

» Contenuti malvagi: si tratta di virus, malware con le forme più variate, dai bot di cui abbiamo discusso in questo articolo ai tentativi di attacchi di rastrellamento (phishing), agli attacchi ransomware che mirano a monetizzare i dati acquisiti, agli attacchi DDoS, che creano interruzioni di servizio. I siti che portano a questi tipi di attacchi sono sempre bloccati, automaticamente, dal filtro web FlashStart.
» Contenuti indesiderati: si tratta di contenuti relativi a pornografia, violenza, droga, ecc., che spesso si desidera bloccare proprio per la loro natura. L’amministratore di rete può scegliere in modo indipendente cosa fare riguardo a questi contenuti, e anche se bloccarli solo per determinate categorie di utenti (ad es. minori) o per tutti.
» Contenuti distraenti: i siti di shopping online, le piattaforme per i contenuti audio e video in streaming e i social network rientrano in questa categoria.


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Elena Deola

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