Il DNS Geo Blocking ti consente di bloccare l’accesso ai contenuti web in base alle loro origini geografiche. Sviluppato anni fa, fino ad ora è stato principalmente utilizzato nel settore commerciale, causando malcontento dalla Commissione Europea. Nella sezione di sicurezza informatica tuttavia il DNS Geo Blocking promette di garantire un ulteriore livello di sicurezza quando si accede ai contenuti online.
DNS Geo Blocking: i primi utilizzi
Il DNS Geo Blocking, o blocco geografico, è nato per soddisfare le esigenze del mondo commerciale e, più in particolare, per proteggere i diritti di copyright e distribuzione evitando così la trasmissione di determinati contenuti in alcuni paesi. Con particolare riferimento ai video, legati a film o serie (sia YouTube che Netflix lo utilizzano) ma anche musica e eventi sportivi la cui trasmissione richiede licenze e autorizzazioni.
Altri settori che utilizzano software di geoblocking includono siti che offrono shopping online dove stabiliscono prezzi diversi per diversi paesi (la cosiddetta ‘discriminazione di prezzo’) così come gli inserzionisti su questi siti che, a seconda da dove ha origine il DNS, propongono pubblicità e annunci personalizzati per ogni area geografica.
Il DNS Geo Blocking può anche avere un uso più connesso al lato legale delle cose. Diversi paesi, infatti, adottano vari nomi con cui classificano i loro contenuti. Questa classificazione può essere basata sull’età, così come essere un riferimento al tipo di contenuto stesso. Ad esempio, in molti paesi le piattaforme di scommesse online sono illegali.
La cosiddetta ‘Australia Tax’
Il caso del DNS Geo Blocking in Australia è diventato particolarmente famoso negli anni tra il 2010-2015, è anche vero che le parole di ricerca ‘dns blocking Australia‘ sono alcuni degli argomenti più cercati su questo tema.
‘Dns blocking Australia’ si riferisce al fatto che, per un lungo periodo, i prezzi applicati a beni e servizi in Australia erano molto più alti rispetto ai prezzi applicati alle stesse cose negli Stati Uniti. Il caso ha raggiunto il suo apice nel 2013 riguardante i videogiochi così come il software e l’hardware.
A questo punto è stata chiamata una vera e propria ‘Australia Tax‘, una tassa che sembrava essere applicata solo per il fatto di essere in Australia. L’argomento ‘dns blocking Australia’ ha guadagnato così tanta attenzione che ha risultato in un’indagine sostenuta dal governo sui prezzi dei prodotti informatici.
L’intervento dell’Unione Europea
L’Unione Europea è intervenuta nel lato ‘geoblocking Europe‘ delle cose. Infatti, la commissione ha sempre visto questo tipo di discriminazione di prezzo basata geograficamente in modo molto negativo, incluso il ‘geoblocking Europe’. Con questo punto di vista, nel maggio 2015 l’Unione ha adottato il ‘Digital Single Market‘, cancellando le barriere commerciali anche all’interno del settore digitale.
Tra gli obiettivi dichiarati dal Digital Single Market c’era anche quello di eliminare l’uso ingiustificato del software di geoblocking nei paesi del mercato comune, con la convinzione che ‘troppi cittadini europei non riescono a utilizzare i servizi online disponibili in altri paesi dell’UE, spesso senza alcuna giustificazione: vengono persino reindirizzati a negozi locali con prezzi diversi. Questa discriminazione non può essere tollerata in un Mercato Comune‘.
Anche nel 2018, c’è stato un Regolamento Europeo 2018/302 legge che contrasta l’uso ingiustificato del ‘geoblocking europeo’ nonché altre forme di discriminazione basate sulla nazionalità, luogo di residenza o città di origine dei clienti nel mercato interno.
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DNS Geo Blocking: dal settore commerciale per la sicurezza informatica
Mentre nel settore commerciale DNS Geo Blocking ha ricevuto critiche varie, proprio come abbiamo discusso fino ad ora, è diventata un’applicazione molto favorevole in altri settori come quello della sicurezza informatica.
DNS Geo Blocking: per cosa?
Applicare un software di geoblocking al settore della sicurezza informatica significa bloccare i servizi di rete in base alla loro origine geografica. Per cosa? Nel mondo IT il DNS Geo Blocking viene applicato verso quei paesi noti per avere un rischio molto alto di criminalità informatica con l’obiettivo di allontanare gli utenti dalla navigazione su siti pericolosi. Stiamo effettivamente parlando di discriminazione geografica ma per un buon uso.
Infatti, spesso i siti che si basano in questi paesi sono fornitori di virus, trojan, malware, ransomware e altri contenuti pericolosi. Non è nemmeno sempre il caso che gli utenti navighino su siti strani e sospetti. A volte questi siti sono accessibili attraverso l’uso di un link, magari sotto forma di un pulsante accattivante che invita l’utente a fare clic e scoprire una qualche promozione o addirittura attraverso una mail di phishing molto ben costruita che ti informa di un pacco da un corriere molto noto.
Una volta raggiunto il sito incriminato, le conseguenze possono avere effetti minori o addirittura maggiori. Gli hacker possono intrufolarsi nel sistema di un’azienda o di un’organizzazione e quindi rubare dati con lo scopo di chiedere un riscatto. L’obiettivo potrebbe anche essere quello di rimanere silenziosi e nascosti mentre studiano la vittima fino al momento giusto per lanciare un attacco o, nello scenario peggiore, impossessarsi dell’intero sistema IT finché non blocca completamente le funzioni dell’azienda.
Quali paesi dovrebbero essere bloccati?
Non esiste un elenco ‘ufficiale’ di paesi che dovrebbero essere bloccati. L’obiettivo è bloccare quelli da cui proviene il numero più alto di attacchi, ma la scelta si basa anche sulle preferenze personali o di un’azienda o Pubblica Amministrazione. Sugli standard aziendali e sulla politica interna di sicurezza informatica.
Per quanto riguarda i paesi che hanno i tassi più alti di attacchi malevoli, gli elenchi comunemente includono i seguenti elencati di seguito in ordine alfabetico senza la pretesa di offrire un elenco finale e definitivo:
- Brasile
- Cina
- Corea del Nord
- Cuba
- Iran
- Nigeria
- Romania
- Russia
- Siria
- Sudan
- Ucraina
Spesso parliamo di paesi in cui non sono state ancora create agenzie e organizzazioni che mirano a garantire la sicurezza e la protezione legale del traffico di rete in un modo che combatta la criminalità informatica. Molte volte questi paesi sono anche al di fuori delle reti che stanno nascendo a livello internazionale per sviluppare politiche condivise sulla gestione del web.

FlashStart: il DNS Geo Blocking che è intuitivo e facile da usare
La soluzione proposta da FlashStart è un filtro dei contenuti basato su DNS che controlla il traffico in entrata e in uscita su un determinato dispositivo, attraverso una connessione di rete aziendale/domestica (protezione a livello di router) o quando la connessione proviene da un indirizzo IP più pubblico (protezione a livello di singolo dispositivo tramite l’applicazione ClientShield).
Il filtro web DNS di FlashStart è altamente personalizzabile e offre, tra le sue molte funzioni, un software di geoblocco che consente di bloccare tutti i contenuti provenienti da paesi specifici del mondo. Mentre i siti dannosi sono bloccati automaticamente dal filtro dei contenuti FlashStart, lo stesso non può essere detto per il DNS Geo Blocking. Con questo l’amministrazione della rete ha una scelta completa su quali e quanti paesi bloccare.
Nel pannello di controllo FlashStart il blocco geografico DNS ha una scheda dedicata a un elenco di tutti i paesi che esistono al mondo. Per semplificare ulteriormente, FlashStart ha già raggruppato insieme i paesi in base alle loro posizioni geografiche. Ciò consente all’amministrazione di bloccare intere regioni o semplicemente di bloccare pochi singoli paesi in modo molto semplice e veloce. Una volta selezionato un paese, diventa immediatamente attivo.
Blacklist e Whitelist
Il filtro web DNS di FlashStart si basa su una ‘denied list’, meglio conosciuta come blacklist: questi sono gli elenchi che contengono tutti gli indirizzi dei siti che sono considerati pericolosi e quindi dovrebbero essere bloccati.
Quando scegli di attivare un blocco geografico su un certo paese tutti i siti che sono fisicamente ospitati da server che si trovano lì finiscono automaticamente nella blacklist e quindi se un utente tenta di accedervi, il sistema gli invia un messaggio di errore/avviso che spiega che è impossibile procedere.
Le opzioni personalizzabili di FlashStart rendono possibile anche il contrario: infatti l’amministrazione può scegliere di bloccare un paese o un’area geografica attraverso il software geoblock ma, allo stesso tempo, consentire l’accesso a siti specificati da quel paese o area geografica. Tutto quello che devi fare è creare una Whitelist personale indicando i siti dove l’accesso dovrebbe sempre essere consentito. Se hai già attivato FlashStart, leggi questa guida che spiega come impostare la tua Blacklist per il filtraggio DNS su Internet e anche come creare la tua Whitelist personale.
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