Senato e AGCOM nuova stretta contro la pirateria: come tutelarsi in azienda

Come tutelarsi in azienda

1. Pirateria online

La pirateria online è un fenomeno diffuso e illegale che consiste nel distribuire o scaricare contenuti protetti da diritti d’autore senza il consenso dei detentori. Si tratta di una pratica che danneggia l’industria culturale e artistica, ma anche gli stessi utenti che vi si affidano.

Infatti, molti siti di pirateria online sono in realtà delle trappole informatiche che nascondono virus, malware, ransomware o altre minacce alla sicurezza dei dispositivi e dei dati personali. Questi siti possono infettare i computer o gli smartphone degli utenti, rubare le loro informazioni sensibili, criptare i loro file e richiedere un riscatto per sbloccarli, o addirittura sfruttare la loro connessione per compiere attacchi informatici ad altre vittime.

1.1 Trappole inconsapevoli per degli utenti?

Spesso, gli utenti non sono nemmeno consapevoli di visitare questi siti malevoli, perché vengono reindirizzati da altri siti apparentemente innocui, da link ingannevoli o da pubblicità invasive. Inoltre, alcuni siti di pirateria online si camuffano da piattaforme legali, offrendo contenuti a basso costo o gratuiti in cambio di una registrazione o di un abbonamento. In realtà, si tratta di truffe che mirano a ottenere i dati bancari o le credenziali degli utenti, per poi utilizzarli fraudolentemente.

1.2 Volontà fraudolenta per accedere a contenuti protetti da diritti d’autore

In altri casi invece non sono presenti “trappole” ma semplicemente la vendita di servizi illegali come la visione delle partite di Serie A tramite siti non autorizzati e questo rappresenta rischi di forti sanzioni anche per il fruitore del contenuto.

2. La nuova legge del Senato Italiano

Infatti, il Senato ha approvato la nuova legge contro la pirateria online è stata approvata dal Senato Italiano il 5 agosto 2023, con 156 voti favorevoli, 87 contrari e 12 astenuti. Si tratta di una norma che mira a contrastare la diffusione illecita di opere protette dal diritto d’autore, come film, musica, libri, software e videogiochi, attraverso siti web, piattaforme di streaming e reti peer-to-peer.

La legge prevede che il titolare dei diritti possa chiedere al giudice di ordinare la rimozione o il blocco dei contenuti illeciti entro 48 ore dalla segnalazione, senza bisogno di un contraddittorio preventivo con il responsabile del sito o della piattaforma. In caso di inadempienza, il giudice può disporre sanzioni pecuniarie da 10.000 a 250.000 euro e la sospensione dell’attività del sito o della piattaforma per un periodo da sei mesi a due anni.

Infatti la nuova legge contro la pirateria digitale darà all’Autorità garante per le comunicazioni (AGCOM) il potere di ordinare ai prestatori di servizi di disabilitare l’accesso al sito che trasmette il segnale pirata entro trenta minuti, anche avvalendosi di provvedimenti cautelari e urgenti.
Questo supera il problema della lentezza con cui venivano bloccate le pagine da cui partiva il segnale: in molti casi avveniva dopo diverse ore o addirittura giorni.


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2. La Responsabilità degli intermediari tecnologici

La legge introduce anche una responsabilità solidale degli intermediari tecnologici, come i provider di accesso a internet (ISP), i motori di ricerca e i social network, che devono collaborare con le autorità per impedire l’accesso ai contenuti illeciti o rimuoverli entro 30 minuti dalla notifica del provvedimento giudiziario. In caso contrario, gli intermediari possono essere sanzionati con multe da 50.000 a 5 milioni di euro e la sospensione dell’attività per un periodo da tre mesi a un anno.

La pirateria online, in quanto reato, diventa anche di interesse per la reputazione e sicurezza informatica anche nel contesto aziendali. E in questo scenario quindi che IT Manager, CTO, Cibersecurity Expert, … devono adoperarsi per proteggersi da tali rischi.

2.1 Il contesto aziendale e i lavoratori

Partiamo dal presupposto che nel contesto aziendale sono nella maggior parte dei casi i dipendenti e i lavoratori dotati di PC aziendali o collegati con i propri cellulari alla Wi-Fi aziendale a utilizzare, più o meno consapevolmente, siti fraudolenti che offrono contenuti protetti da copyright senza il consenso dei legittimi titolari: il classico esempio è l’uso di portali che forniscono movies o partite non autorizzate (da notare poi anche che il dipendente, se non durante la propria regolare pausa, sto generando tempo improduttivo a danno dell’azienda stessa).

Questo comportamento non solo danneggia gli autori delle opere digitali, ma anche le stesse aziende, che possono incorrere in sanzioni amministrative o penali da parte dell’Autorità Garante nelle Comunicazioni (Agcom) o dei tribunali competenti.

2.1 Partiamo dai dati

Secondo il report statistico di Federprivacy, nel 2020 sono state irrogate in Europa 1.114 sanzioni per violazioni della privacy, per un importo complessivo di 158 milioni di euro. Di queste, 163 riguardavano il settore dei media e della comunicazione, con una media di 96.000 euro a sanzione.

In Italia, l’Agcom ha avviato nel 2014 una procedura amministrativa per la tutela del diritto d’autore online, che prevede la possibilità di segnalare e rimuovere i contenuti abusivi tramite un modulo online. Nel 2020, l’Agcom ha ricevuto 1.388 segnalazioni e ha disposto la rimozione di 1.057 siti o pagine web.

2.2 Gli ISP / WISP devono anche sapere che…

Poco sopra abbiamo citato gli Internet Service Provider spiegando che, a seguito della nuova delibera parlamentare, hanno “responsabilità solidale” in caso di indagini legata alla violazione dei diritti di autore; Vogliamo anche ricordare che, di recente, tramite la delibera 9/23/CONS del 25 gennaio 2023 sempre Agcom ha emanato una delibera che impone a tutti i fornitori di servizi internet di dotarsi di sistemi di parental control per proteggere i minori dai contenuti inappropriati online (parliamo della delimbera 9/23/CONS del 25 gennaio 2023 sul parental control in questo post). Questa delibera è entrata in vigore il 1° luglio 2023 e prevede sanzioni per chi non la rispetta.

Perché l’agcom ha deciso di introdurre questa misura? L’obiettivo è quello di tutelare i diritti dei minori, garantendo la loro sicurezza e il loro sviluppo armonico nel mondo digitale. L’agcom riconosce che internet offre molte opportunità di apprendimento, divertimento e socializzazione, ma anche molti rischi, come la violenza, la pornografia, il cyberbullismo, il sexting, la radicalizzazione o lo sfruttamento. Il parental control è quindi un modo per prevenire questi pericoli e per educare i minori a un uso consapevole e responsabile della rete.

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3. Come tutelarsi: Sensibilizzazione del dipendente

Questi dati dimostrano l’urgenza di sensibilizzare i dipendenti e i lavoratori sul rispetto del diritto d’autore e sulla sicurezza dei dati personali. Alcune buone pratiche da adottare sono:

» verificare la fonte e la licenza dei contenuti digitali prima di scaricarli o condividerli;
» evitare di accedere a siti sospetti o non affidabili;
» seguire le policy aziendali in materia di privacy e sicurezza informatica.

4. Come tutelarsi: soluzione definitiva “a monte”

Ma se gli IT Manager, CTO, Cibersecurity Expert, …devono risolvere il problema alla fonte senza doversi preoccupare di fruire azioni di sensibilizzazione e controllo sui dipendenti come sopra indicato, è consigliabile dotarsi di un sistema di blocco dei siti dannosi.
Uno dei sistemi ad alto impatto in termini di cost-effect sono i sistemi in cloud di DNS filtering enterprise come FlashStart:

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Flashstart ti offre anche una serie di vantaggi aggiuntivi, come:

» La protezione da malware, phishing e ransomware, grazie al blocco dei siti infetti o sospetti
» Il miglioramento delle prestazioni della rete, grazie alla riduzione del traffico inutile o indesiderato
» Il risparmio sui costi, grazie alla semplicità di installazione e gestione del software, senza bisogno di hardware dedicato o licenze aggiuntive
» Il monitoraggio e il reporting delle attività di navigazione, grazie a delle statistiche dettagliate e grafici intuitivi

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