DaD e Cyber Threat

La pandemia ha interrotto e cambiato la nostra normalità. Alcuni servizi si sono fermati. Altri, grazie ad Internet, hanno potuto continuare sebbene in modalità diversa.

Questo post ha l’obiettivo di analizzare le cyberthreat (minacce digitali) legate ad uno di questi servizi, la DaD (didattica a distanza), e quindi i rischi informatici che interessano il mondo dell’istruzione e dei giovani.

Elena Deola, 16 giugno 2021

1. DaD e minacce informatiche

Con lo scoppio della pandemia la scuola è cambiata: dai muri scolastici si è spostata in quelli domestici ed è nata la Didattica A Distanza (“DaD”). Grazie ad essa, gli studenti hanno potuto continuare a frequentare le lezioni. Allo stesso tempo, però, sono diventati gli obiettivi spesso inconsapevoli di attacchi e minacce internet.

A un anno dallo scoppio della pandemia iniziamo a quantificare i risultati dell’online learning in termini di cybercrime. La situazione è preoccupante, non solo secondo gli esperti di settore ma anche per le scuole e le famiglie che cominciano a capire, spesso a proprie spese, i problemi legati all’essere continuamente connessi da casa.

In questo panorama, FlashStart® si propone come una soluzione leggera e flessibile per fronteggiare le minacce internet. FlashStart® è un sistema Cloud che protegge e filtra la navigazione internet per Scuole, Istituzioni, Famiglie e Aziende rivenduto da una rete partner. FlashStart è veloce da installare, subito pronto all’uso e personalizzabile.

 


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“Cybersecurity, attacchi e incidenti moltiplicati per sette nell’ultimo anno”, CorriereComunicazioni, 7 maggio 2021:

 

 

Attacchi informatici: i dati

Come riporta CorriereComunicazioni, il primo trimestre del 2021 ha visto una crescita in generale degli attacchi informatici del 47% rispetto all’ultimo periodo del 2020. I temi più utilizzati per colpire le vittime includono, al terzo posto, proprio la DaD che ha come obiettivo vittime che mostrano “una preoccupante mancanza di consapevolezza dei rischi”.

Nel caso specifico della DaD il cybercrime registrava a gennaio 2021 un aumento netto del 60% rispetto ai primi sei mesi del 2020. Le piattaforme più colpite sono:

» Zoom: si tratta della piattaforma di videoconferenza più comunemente usata per i servizi formativi. Le minacce legate a Zoom sono cresciute talmente tanto che il termine Zoombombing è entrato nel vocabolario comune per indicare azioni di disturbo attuate durante una videoconferenza.

» Moodle: è la piattaforma preferita da scuole e università per lo scambio di documenti, obiettivo di attacchi eseguiti attraverso il download di file.

» Google Meet: parte della suite Google, offre servizi di videoconferenza simili a quelli di Zoom.

Il World Economic Forum di Davos ha definito il cybercrime come la terza economia al mondo, stimandone i costi in circa 10 milioni di dollari al secondo per tutto il 2021. Di fronte a costi così alti, prevenire i cyber attack  diventa fondamentale: Richiedi un’offerta e scopri come investire nella sicurezza di FlashStart® può aiutarti a risparmiare in futuro.

Le minacce più comuni

Le cyberthreat legate alla DaD sono rappresentate principalmente da phishing, adware, riskware, downloading (potenziale) e malware.

Phishing

Il phishing è la minaccia più comune. Gli attacchi di questo tipo sono attuati tramite mail ben confezionate che includono link a false offerte speciali o finte notifiche dalle piattaforme DaD. FlashStart® permette di difendersi contro questi attacchi, che sfruttano il fatto che i nomi delle piattaforme di e-learning rappresentano specchietti per le allodole per gli studenti.

Gli hacker creano finte pagine di accesso alle piattaforme, che assomigliano in modo incredibile a quelle originali e invitano gli studenti a inserire le loro credenziali di accesso. SecurityOpenLab riporta che, tra la fine di aprile e la metà di giugno del 2020, sono stati contati almeno 2.449 nuovi domini relativi a Zoom con false pagine di login, 32 dei quali totalmente dannosi.

 

“Cybersecurity, attacchi e incidenti moltiplicati per sette nell’ultimo anno”, CorriereComunicazioni, 7 maggio 2021 (articolo)

“Cybercrime: un mercato da 10 milioni di danni al secondo, nel mirino la DaD”, PersonalData, 8 febbraio 2021 (articolo)

 


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Adware e Riskware

Adware e Riskware sono cyberthreat che agiscono in modo indipendente dall’azione dell’utente. L’adware consiste nel bombardare gli utenti in modo continuo con annunci pubblicitari indesiderati. L’internet content blocker di FlashStart® agisce sugli Adware, bloccando i contenuti indesiderati.

Il riskware è costituito invece da file che possono eseguire azioni sul dispositivo dello studente senza il suo consenso.

 

2. FlashStart® difende la DaD dalle minacce informatiche

FlashStart® è lo strumento ideale per difendere i propri dispositivi da queste minacce, sia all’interno delle reti scolastiche che presso le proprie abitazioni. L’azienda fornisce un servizio di blocco dei contenuti pericolosi e indesiderati tramite l’internet content filter, un filtro che agisce da punto di controllo per tutti i siti a cui gli studenti vogliono accedere.

Lo strumento è completamente cloud-based: ogni sito che si tenta di accedere viene controllato attraverso blocklistsche si trovano nel cloud in modo così veloce da garantire quasi una zero latency. I nuovi siti vengono analizzati e categorizzati grazie al lavoro di Intelligenze artificialie persone che, con la loro azione costante, permettono di avere uno strumento sempre aggiornato.

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FlashStart® per le scuole

FlashStart® ha una soluzione dedicata per le scuole, un pacchetto studiato appositamente per permettere agli istituti di garantire i servizi formativi in modo sicuro. Con FlashStart®:

» La rete Internet all’interno della scuola è protetta da malware, phishing e minacce nonché da contenuti indesiderati e inappropriati per gli studenti.
» La protezione è garantita agli studenti in DaD grazie all’applicazione ClientShield, una app che agisce all’endpoint, quindi direttamente sul dispositivo dello studente, ovunque esso sia.
» L’Internet content filter può essere customizzato e adattato in dettaglio ai bisogni e desideri degli istituti, permettendo anche di inserire blocchi orari su siti con contenuti che distraggono tipo social network, YouTube e app di messaggistica istantanea.

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3. Dalla DaD all’azienda dei genitori

Bambini e adolescenti sono elementi fragili da un punto di vista della cybersecurity perché solitamente non sanno come riconoscere e gestire le minacce informatiche. Sono pertanto diventati uno degli obiettivi preferiti dei criminali informatici che sfruttano la loro vulnerabilità come ponte per entrare nelle aziende in cui lavorano i genitori.

Il meccanismo è semplice: gli hacker confezionano un’email di phishing ben costruita e difficile, per un occhio inesperto, da identificare come pericolosa. Una volta entrati nel computer dello studente possono muoversi facilmente nella rete domestica poco difesa, arrivare al computer del genitore che lavora in smart working e, da qui, alla rete aziendale spesso sfruttando la connessione VPN che trasporta tutti i dati.

FlashStart® a casa tua

Il punto debole all’origine degli attacchi appena descritti sta nel fatto che tutta la famiglia è connessa allo stesso modem: i figli per la DaD e i genitori per lo smart working. La pandemia ha quindi offerto ai criminali informatici un cancello di ingresso semplice da cui accedere alle aziende. Mentre quando lavorano in sede i genitori sono all’interno della protezione aziendale, a casa sono soggetti a tutti i rischi della rete domestica.

Installare FlashStart® a casa permette di ridurre drasticamente il rischio di compromettere i dati aziendali. Il web content filter intercetta e blocca siti sospetti e tentativi di phishing. Una volta installato a livello di modem, tutti i dispositivi connessi alla rete sono difesi da questo strato protettivo. Inoltre, i genitori potranno stare tranquilli che i figli non saranno esposti a contenuti indesiderati, inappropriati e disturbanti.

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4. Il rimedio dello Stato: nasce l’Acn

I dati sulla diffusione del cybercrimine hanno reso urgente un’azione concertata anche a livello nazionale. L’Italia, con un provvedimento del Consiglio dei Ministri, il 10 giugno 2021 ha istituito l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (“Acn”). L’obiettivo dichiarato è quello di “attuare misure tese a rendere il Paese più sicuro e resiliente anche nel dominio digitale”.

Si tratta di un passo storico, che riconosce la vulnerabilità delle reti Internet a livello nazionale, sia per le Pubbliche Amministrazioni e istituzioni che per il settore privato, e marca il primo passo verso uno sviluppo tecnologico e digitale sicuro.

Come riporta Vittorio Colao, Ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale, in Italia “il 93-95% dei server della PA non [è] in condizioni di sicurezza” e questo può causare malfunzionamenti, interruzioni di servizi e addirittura “determinare un pregiudizio per la sicurezza nazionale”.

 “Trecento esperti e 500 milioni di euro: ecco l’Agenzia italiana per la cybersicurezza”, La Stampa, 10 giugno 2021

 


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